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Il Quarantotto
il primo tentativo di unificare e liberare l’Italia
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Francesco Bertoldi
introduzione
Il 1848 si caratterizza per fenomeni insurrezionali e rivoluzionari diffusi in buona parte d'Europa.
E anche in Italia il '48 vede grandi movimenti patriottici. Esso fu preceduto dalla elezione di un nuovo papa, Papa Pio IXPio IX, che diede grandi speranze ai patrioti per i suoi, seppur timidi, provvedimenti liberali nello Stato della Chiesa e per le sue posizioni (interpretate come) patriottiche.
la prima fase
La prima fase vede una collaborazione tra le forze democratiche, popolari (cone le rivolte di Milano e Venezia, in particolare) e i legittimi sovrani.
Scoppiano infatti delle rivolte anti-austriache a Milano (le 5 giornate) e a Venezia, e il re di Sardegna, Carlo Alberto, interviene per appoggiare gli insorti, come italiano che aiuta altri italiani a liberarsi dal giogo straniero, e trova alleati, in un primo tempo, anche nello stesso papa Pio IX e in altri sovrani italiani, come Ferdinando II Re delle Due Sicilie e Leopoldo II di Toscana: è la prima guerra di indipendenza (italiana).
Ma le cose cambiano presto, un po' per il maldestro comportamento di Carlo Alberto, che mostra di vuol fare la sua guerra, così da annettere al Piemonte il Nord Italia, piuttosto che una guerra nazionale, che vedesse tutti gli stati italiani in posizione paritetica, un po' perché Pio IX si rende conto che egli è il papa di tutti i cattolici, austriaci inclusi, contro i quali quindi non ha senso che egli combatta (allocuzione del 29 aprile). Ne segue la sconfitta dei piemontesi, e il ritorno in forze degli austriaci che riprendono il pieno controllo del Lombardo-veneto, con l'eccezione di Venezia, che resiste eroicamente.
la fase democratica
Dopo la sconfitta delle forze legalitarie, rimasero in lotta le forze popolari. A Roma il papa Pio IX, fino a pochi mesi prima idolo dei patrioti, è costretto a lasciare la città in mano a degli insorti di orientamento mazziniano, che proclamano una Repubblica romana, guidata da un triumvirato capeggiato dallo stesso Giuseppe Mazzini.
Rivolte simili si hanno in Sicilia e in Toscana, dove dapprima il granduca è costretto dalla pressione popolare a formare un governo democratico, e poi deve abbandonare del tutto il timone, lasciandolo in mano agli insorti.
Lo stesso Carlo Alberto decide di riprendere la guerra contro l'Austria, ma viene nuovamente, e definitivamente, sconfitto, arrivando poi ad abdicare in favore del figlio Vittorio Emanuele II. A quel punto cadono, una dopo l'altra le raccaforti insurrezionali democratiche: Venezia, poi Brescia, che resiste eroicamente con le e si meritò, per l'occasione, il titolo di Leonessa d'Italia. Selle Dieci giornate di Brescia si può vedere il poema dialettale del bresciano Angelo Canossi, in Melodia e congedo“Dieci giornate”, Roma, che viene restituita al Papa grazie soprattutto all'intervento nel francese nipote del grande Napoleone, e in quel momento Presidente della Seconda Repubblica francese, per divenire successivamente imperatore: Napoleone IIILuigi Napoleone Bonaparte.
l'insegnamento del '48
Il '48 italiano, conclusosi con un nulla di fatto, rese evidente che gli italiani, da soli, per quanto unissero forze legalitari e forze popolari, non ce la potevano fare contro l'Austria.
Ne trasse le dovute conseguenza colui che fu il principale artefice dell'indipendenza italiana, Cavour, che si rivolse alla Francia per avere l'aiuto decisivo.