
Il mondo negli anni '50
un precario equilibrio
Table of Contents
Francesco Bertoldi
introduzione
Il mondo, anche in quegli anni, è segnato dallo scontro tra le liberaldemocrazie e le potenze totalitarie comuniste.
I fenomeni e gli eventi più importanti degli anni '50, includendovi la fine degli anni '40, sono:
In Europa
l'Europa divisa
La “cortina di ferro” calata dal comunismo sovietico
«From Stettin in the Baltic to Trieste in the Adriatic, an iron curtain has descended across the Continent» Churchill (1946)
L'Europa si trova, dopo la 2a guerra mondiale, divisa in due blocchi contrapposti: quello occidentale, legato agli USA, riunito militarmente nella NATO (dal 1949) e quello filosovietico, riunito dal 1955 nel Patto di Varsavia, formato da Stati divenuti comunisti in seguito alla loro occupazione da parte dell'Armata Rossa, in cui non erano ammesse libere elezioni.
La cortina di ferro impediva tra l'altro agli abitanti dei paesi comunisti di uscirne a piacimento, per far visita ad esempio ai paesi occidentali. Così, molti abitanti di Berlino Est, sotto il dominio comunista, trovarono la morte falciati dalle mitragliatrici sovietiche mentre tentavano di andare a Berlino Ovest, che era parte della Germania Federale (occidentale).
Solo pochi privilegiati, come gli sportivi, avevano il permesso di andare in Occidente (per limitati periodi di tempo). Troppo forte era il timore dei regimi comunisti che il confronto con la vita, libera, dell'Occidente, potesse contagiare la loro cittadinanza.
Eccezione fece la Yugoslavia di Tito, che seguì una sua strada autonoma da Mosca. Una strada simile venne poi percorsa dall'Albania, che conobbe un regime comunista non sottomesso a Mosca ma a Pechino. Parzialmente autonoma da Mosca anche la Romania di Nicolaj Ceausescu.
Un caso a parte erano due Stati che, pur essendo democratici, non potevano aderire alla NATO: la Finlandia e l'Austria. Quest'ultimo Stato era stato parzialmente occupato dai russi alla fine della 2a Guerra Mondiale, e quindi l'Unione Sovietica era riuscita a ottenere che l'Austria si desse pure le istituzioni interne che meglio credeva, ma in politica estera non aderisse alla NATO.
Oltre che alleanze militari nasceranno, tra i paesi dei due blocchi, organismi di coordinamento economico-doganale: il Comecon tra i paesi comunisti e la CEE tra Italia, Francia, Germania ovest, Belgio, Olanda e Lussemburgo.
la guerra fredda
Questa situazione di contrapposizione frontale era una situazione di guerra sì, ma di guerra che non poteva (si riteneva non potesse) essere guerreggiata. Perché se USA e URSS si fossero affrontate militarmente, avrebbero (facilmente) finito per usare le armi atomiche di cui disponevano. Finendo così per distruggersi reciprocamente. Nasce così la guerra fredda, con la presidenza Truman (dal '45), che inasprì la linea, fino allora molto più morbida verso l'URSS, di Roosevelt. Si parlava anche di “equilibrio del terrore”: non ci si scontra, perché se lo si facesse ci si distruggerebbe reciprocamente (cosa che suscita, appunto, terrore).
la ripresa
Grazie al piano Marshall, consistenti aiuti economici americani, l'Europa occidentale si riprende rapidamente, e in particolare conosce un notevole sviluppo la Germania occidentale, come pure l'altra potenza sconfitta, il Giappone, forzatamente “liberi” da spese militari.
in Asia
la Cina divisa: 🇨🇳 vs 🇹🇼
La Cina esce dalla seconda guerra mondiale divisa: Chiang Kai-shek leader nazionalista del Kuomitang tenta invano di reprimere il movimento comunista; ma quest'ultimo guidato da Mao Tse-tung, forte del prestigio guadagnatosi combattendo con molta più energia del rivale, contro gli occupanti giapponesi, riesce a conquistare l'intera Cina continentale.
Chiang Kai-shek, alleato dell'Occidente ente, deve rassegnarsi ad abbandonare il continente e ritirarsi sull'isola di Formosa (Taiwan). Nascono così le due Cine, quella continentale, comunista, e Taiwan, la Cina nazionalista, che per molto tempo (fino al 1971) siederà all'ONU, tra i membri permanenti del Consiglio di sicurezza, come la vera Cina.
La questione di Taiwan è tornata di grande attualità con l'invasione putiniana dell'Ucraina, che molti hanno visto come una grande prova di quanto l'Occidente sia disposto a difendere i suoi alleati.
Non per nulla Putin prima di iniziare l'invasione è andato a Pechino. E non per nulla la Cina comunista ha intensificato, da allora, operazioni militari attorno all'isola.
🇮🇳 L'India indipendente
L'India diventa indipendente nel 1947, grazie soprattutto alla lotta non-violenta, con azioni di disobbedienza civile collettiva, del ossia “grande anima”“Mahatma” Gandhi.
Gandhi però non riuscì a far nascere uno stato unitario e laico e dovette rassegnarsi alla nascita di due realtà statali, una mussulmana, il Pakistan e una induista, l'India. Il primo sarebbe stato più legato all'Occidente, il secondo alla Russia sovietica.
🇮🇱 Israele
Nasce nel 1948 lo stato di Israele. Nell'Ottocento si era venuto sviluppando il sionismo, che voleva dare agli Ebrei una patria e uno Stato. Gli Ebrei infatti erano stati costretti, nel 70 d.C., a disperdersi in diverse aree (la diaspora) dai Romani, che pensavano così di debellarne per sempre la riottosità, una resistenza, senza paragone rispetto a altri popoli, ad essere integrati nell'Impero Romano.
Per secoli quindi il popolo ebraico fu “senza patria”, disperso in tanti paesi, prevalentemente europei. Il che non gli impedisce di conservare religione, tradizioni e un forte senso di appartenenza identitaria.
Il sionismo si sviluppa favorito anche dalla crescita di nazionalismi in Europa e dalla conseguente difficoltà a potersi considerare “a casa propria” in paesi, in cui non pochi li vedevano sempre più come un corpo estraneo.
Dopo la 1a guerra mondiale l'Inghilterra ottiene un “mandato” sulla Palestina e favorisce il ritorno di Ebrei in quella che era stata storicamente la loro terra, la “terra promessa”.
Il ritorno di Ebrei in Palestina subisce poi una brusca impennata in seguito all'Olocausto: l'idea è che solo avendo un proprio Stato gli Ebrei potranno essere sicuri che non gli riaccada più qualcosa del genere.
Da subito però il nuovo Stato, internazionalmente riconosciuto proprio come una sorta di risarcimento per l'Olocausto, incontra l'ostilità del mondo arabo, quasi interamente contrario alla stessa esistenza di uno Stato ebraico in Palestina.
A fianco di Israele si schierano nettamente gli Stati Uniti e in generale, pur con qualche distinguo, i paesi occidentali, mentre a fianco degli arabi si schiera l'URSS.
le guerre contro Israele
- Vi fu una prima guerra nel 1948/9, appena lo stato di Israele nacque, ma fu vinta dagli israeliani, che riuscirono ad ampliare notevolmente i confini precedentemente fissati.
- Poi una seconda guerra, nel 1956, presto vinta da Israele;
- poi vi fu la guerra dei sei giorni, nel 1967, anche questa vinta da Israele, che occupò la Cisgiordania, il Sinai e le alture del Golan;
- poi la guerra del Kippur, nel 1973, che vide un maggior equilibrio tra le forze in campo, in seguito ad essa Israele riconsegnò il Sinai all'Egitto, in cambio del riconoscimento diplomatico di Israele;
- in seguito non vi furono più guerre “ufficiali” tra stati arabi e Israele, ma operazioni militari tra israeliani e guerriglieri palestinesi, soprattutto in Libano.
la decolonizzazione
- Si sviluppa il processo di decolonizzazione, tra la fine degli anni '40 e l'inizio degli anni '60. Diventano indipendenti, oltre la già citata India,
- le Filippine (1946), dagli USA,
- l'Indonesia (1949), dall'Olanda,
- l'Indocina (1954), dalla Francia,
- in modo drammatico, in seguito a una sanguinosa guerra, dovuta anche alla presenza di numerosi coloni francesi, i pieds noirs, l'Algeria (1962),
- quasi tutta l'Africa, soprattutto nel 1960, che venne detto perciò
l'anno dell'Africa
I paesi non-allineati
Anche in seguito alla decolonizzazione nasce il movimento dei paesi “non allineati”, che non stavano cioè né con gli Stati Uniti né con l'Unione Sovietica. Esso ebbe il suo inizio ufficiale nel 1955 (conferenza di Bandung) e i suoi leader più prestigiosi furono l'egiziano Gamal Abd el-Nasser, lo jugoslavo Josip Broz Tito e l'indiano Paṇḍit Nehru.
📚 Bibliografia essenziale
AA.VV., Le Livre noir du communisme. Crimes, terreur, répression, Paris 1997, tr.it. Il libro nero del comunismo, Mondadori, Milano 1998 (o
)[ampio volume, molto documentato. Essenziale per documentarsi sui risvolti sanguinari del comunismo storico, in tutti i paesi del mondo in cui si è affermato.].
- J.L. Gaddis, The Cold War. A New History, 2005(
o
).
Varlam Tichonovic Salamov, I racconti di Kolyma, Milano 1973(o
)[Salamov è un importante letterato russo di età sovietica, e questi sono brevi e avvicenti racconti, sulla vita in un gulag sovietico.].
Aleksandr Solzenicyn, Arcipelago Gulag, Milano 1974(o
)[precisa e fedele ricostruzione sulla repressione nei campi concentramento sovietici, raccontata dai sopravvissuti a a quel regime criminale e sanguinario].
🎼 Multimedia
Musiche che esprimono il clima di ritrovata fiducia per la vittoria contro il nazifascismo sono ad esempio
- Il “bughi-bughi” (In the mood):
- Bill Haley - Rock Around The Clock
🎬 Filmografìa
Films collegati al tema decolonizzazione sono, tra gli altri:
-
Gillo Pontecorvo, La battaglia di Algeri()1966 (“La battaglia di Algeri”, girato in bianco e nero nel 1966, rappresenta una delle denunce più dure contro l’oppressione francese dell’Algeria, ma al tempo stesso mette in luce, oltre alle atrocità commesse dalle truppe di occupazione, lo spietato terrorismo del Fronte di Liberazione, che fa esplodere ordigni in negozi, bar, aeroporti, servendosi anche delle donne).
-
Richard Attenborough, Gandhi()1982 (incentrato sulla vita di Mahatma Gandhi, leader della lotta nonviolenta che condusse all'indipendenza dell'India dall'Impero britannico nel 1947. ).
-
Guy Nattiv, Golda()2023 (Nel 1973, durante la guerra del Kippur, la prima donna Primo Ministro di Israele Golda Meir deve confrontarsi con un gabinetto molto scettico e con un rapporto difficile con il Segretario di Stato americano Henry Kissinger, il tutto mentre l'Egitto di Anwar al-Sadat e la Siria di Hafiz al-Asad colgono per la prima volta impreparata la difesa militare israeliana. ).
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Michael Winterbottom, Shoshana()2023 (Sulla nascita dello Stato di Israele e l'atteggiamento della Gran Bretagna).