
Cosmologia filosofica
quale consistenza ha il cosmo?
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Francesco Bertoldi
Opposti imperialismi ed equilibrio da trovare
né imperialismo scientista né disprezzo per la scienza
Del cosmo, cioè della realtà materiale nel suo insieme, si era a lungo (grosso modo fino alla rivoluzione scientifica) occupata la sola filosofia. Con la parziale eccezione dell'astronomia. Si era cioè verificato quello che Maritain chiamava un “imperialismo” filosofico sull'ambito scientifico: la filosofia cioè dominava, pretendeva di dominare su territori non suoi.
Con la rivoluzione scientifica si assiste a un rovesciamento dei ruoli: ora è sempre più la scienza che assume un atteggiamento imperialistico, pretende di dominare territori non suoi. Fuor di metafora: pretende di essere l'unica forma di conoscenza del mondo materiale, del mondo sensibile. In realtà, a voler essere precisi, non è “la scienza”, ma una parte dei suoi cultori, e di molti filosofi, che hanno adottato questa visione, che celebra i suoi fasti col positivismo, ma che si estende ben oltre tale corrente.
La proposta di filosofi realisti, con il già citato Maritain, o Evandro Agazzi, è che il mondo materiale è oggetto sia del sapere scientifico, sia di quello filosofico. Sotto angolature diverse. La scienza cioè, è competente su un certo livello della realtà materiale, la filosofia su un altro.
Non è l'unico caso in cui lo stesso “oggetto” (oggetto materiale, avrebbe detto la Scolastica) è di competenza di diversi tipi di approccio: prendiamo il banalissimo caso della salute. Il corpo di una persona è uno, ma è oggetto per certi suoi aspetti del cardiologo, per altri del neurologo, per altri ancora del gastroenterologo: e nessuno può pretendere la competenza esclusiva sull'oggetto di cui si occupa. O prendiamo il caso di una costruzione che deve essere fatta: di alcuni suoi aspetti si occuperanno gli ingegneri, di altri quanto sono preposti a valutarne l'impatto ambientale, di altri aspetti si occuperanno quanti devono valutare il rapporto costi/benefici.
In sintesi
Vi sono tre problemi cosmologici fondamentali:
- di che cosa è composto il cosmo
- che cos'è lo spazio
- che cos'è il tempo
1) la composizione della realtà materiale
Sul problema di quale sia la “stoffa” delle cose materiali le soluzioni sono, come si vede anche nello schema qui sotto, riassumibili in tre
- il meccanicismo, per il quale le cose sono fatte di pura materia, che sia questa concepita come atomi o meno
- l'acosmismo spiritualista, che, con varie sfumature, tende a sminuire la consistenza del fattore materiale a vantaggio del fattore spirituale, la forma
- l'ilemorfismo, per il quale le cose sono fatte di materia e di forma
Da notare che la tesi che le cose sensibili siano pura materia (senza forma, forma in senso aristotelico), ossia il meccanicismo, non equivale puramente e semplicemente a materialismo. Questa equivalenza era per lo più vera in età antica (Epicuro, ad esempio, è meccanicista e materialista), ma in età moderna ci sono stati pensatori, come Cartesio, che concepiscono il mondo sensibile in termini meccanicistici, ma ammettono anche l'esistenza di un livello invisibile, “spirituale”, della realtà (le anime e Dio, nel caso appunto di Cartesio).
L'acosmismo venne sostenuto ad esempio da Leibniz, me una cosmologia del genere è implicita in ogni filosofia idealista: per l'idealismo infatti non esiste materia indipendente dal Pensiero (umano).
L'ilemorfismo venne teorizzato daAristotele, e ripreso poi da molti filosofi medioevali. Ad esso corrisponde un atteggiamento di valorizzazione della realtà materiale, vista però come permeata da qualcosa di irriducibile alla materia e che perciò rimanda oltre, sopra di sé. Un po' come san Francesco nel Cantico delle Creature.
2) Lo spazio
Lo spazio è finito o infinito? È reale o soggettivo? Qualitativamente differenziato o omogeneo?
Tendenzialmente il meccanicismo si sposa con l'idea di uno spazio reale e infinito, qualitativamente omogeneo, l'acosmismo con l'idea di uno spazio finito e non oggettivo, e l'ilemorfismo con l'idea di uno spazio reale, ma finito e qualitativamente differenziato (si pensi alla tesi aristotelica e medioevale dei luoghi naturali).
3) Il tempo
Il tempo è finito o eterno? Ossia il mondo ha avuto inizio (e avrà una fine) o esiste da sempre e per sempre? E il tempo è reale o soggettivo? È qualitativamente differenziato o omogeneo?
Anche qui: il meccanicismo, specie se materialista, propendo per l'eternità del mondo, l'acosmismo e l’ilemorfismo tendono a pensare il tempo come finito. Ma per l’ilemorfismo il tempo ha una componente marcatamente oggettiva, mentre l'acosmismo spiritualista tende ad assorbire la componente oggettiva del tempo in quella soggettiva.
La omogeneità qualitativa del tempo si abbina in genere col meccanicismo, mentre un tempo differenziato qualitativamente si sposa meglio con cosmologie come l'ilemorfismo (o l'acosmismo).
Riassumiamo le tre grandi impostazioni, di cui sopra, nel seguente schema:

