un ritratto del riformatore

Il calvinismo

una fredda impositività moralistica

icona per espandere il menu interno
Table of Contents

un temperamento diverso da Lutero

Diverso dal passionale e istintivo Lutero, il freddo e lucidamente calcolatore Jehan (Giovanni) Calvino è in realtà la italianizzazione di Cauvin, cognome originarioCalvino (1509/64) elaborò una nuova Riforma, che non faceva appello ai principi e ai Re, ma alla coscienza degli individui, specialmente appartenenti alle élites (economiche, sociali o intellettuali).

la predestinazione

Centrale, in Calvino, è l'idea di predestinazione, che approfondisce l’idea luterana che il peccato originale ha fortemente debilitato la natura umana, così da rendere l’uomo incapace di fare il bene. Calvino si spinge oltre, sostenendo che tale debilitazione ha privato l’uomo della stessa capacità di scegliere, il libero arbitrio, un punto sul quale Lutero aveva lasciato un certo margine di ambiguità e di oscillazione.

E se l'uomo non ha più il libero arbitrio, significa che chi decide tutto è Dio. Dio governa infallibilmente non solo il mondo naturale, ma anche la vita e il destino degli uomini, predestinando gli uni alla eterna salvezza, gli altri alla eterna dannazione.

Si parla così della doppia predestinazione: non solo, appunto, alla salvezza eterna, ma anche alla dannazione eterna.

gli effetti storico-concreti di questa idea

Una tale concezione avrebbe potuto portare al fatalismo: se è Dio che ha già deciso tutto, è inutile da parte nostra qualsiasi sforzo. Tuttavia non è questo il senso che ne ricava Calvino: infatti, per lui, anche se il suo destino è già scritto, l'uomo deve impegnarsi in tutti i modi per diventare certo della sua predestinazione alla salvezza. In effetti lo sforzo non può essere teso a meritare la salvezza (che è già decisa), ma solo ad esserne certo. Qual è, dunque, il segno, per l'uomo, della propria predestinazione alla salvezza eterna?

Il segno è il successo: da qui l'insistenza calvinista sull'importanza del successo, anche e soprattutto economico, come segno; e di qui la totale decolpevolizzazione del profitto, che ha autorizzato Max Weber a indicare nel calvinismo un potente impulso ideologico al capitalismo.

Se il cattolicesimo aveva in passato frenato sul valore di un arricchimento individuale sganciato da riferimenti comunitari, ora non solo non sussiste più alcun freno, ma viene attivato un potente incentivo: guadagnare, in questa vita, è garanzia anche di salvezza nell'altra, e definitiva, vita.

il rapporto con lo Stato

Inoltre Calvino volle che le realtà dominate dalla sua nuova interpretazione del Cristianesimo, come Ginevra, «la Città dei Santi», fossero governate con ferrea disciplina per far osservare il più possibile la legge morale.

Al contrario di Lutero quindi, che affidava la stessa chiesa allo Stato, Calvino pretese che lo Stato fosse sottomesso alla sua Chiesa.

una tendenza impositiva

Da notare che lo sforzo calvinista di moralizzare non solo la vita pubblica, ma anche quella privata, va ben oltre l'idea tradizionalmente cattolica. Per il Cattolicesimo, anche nel Medioevo, pur auspicandosi che tutti, sempre e ovunque accolgano la proposta di Cristo, non si concepiva una imposizione forzata di un certo livello di moralità.

Il progetto di Calvino è meno rispettoso del valore della coscienza individuale, e mette a repentaglio la distinzione tra sfera pubblica e sfera privata; in qualche modo può essere visto come un inquietante prodromo di una mentalità totalitaria, che nel '900 avrebbe seminato amari frutti di violenza e di sopraffazione.

📖 Testi on-line

📚 Bibliografia essenziale

  • copertina del libro, Handbuch der Kirchengeschichte (IV). Reformation Katholische und Gegenreformation, Freiburg im Br. 1967, tr.it. Storia della Chiesa (vol.VI: Riforma e controriforma), Jaca Book, Milano (compra su amazon o compra su IBS).
  • , Die protestantische Ethik und der Geist des Kapitalismus, Tübingen 1934, tr.it. L'etica protestante e lo spirito del capitalismo, Rizzoli, Milano (compra su amazon o compra su IBS).

📂 In questa sezioneIn this section

  • Carlo V, l’illusione neo-imperiale: Carlo V si trovò nelle mani dei domini vastissimi (su cui “non tramontava mai il sole”), ma ormai le differenza nazionali erano troppo marcate (senza contare la frattura creatasi con la Riforma protestante) per poter ricreare un vero Impero universale
  • La Riforma protestante, la dolorosa lacerazione dell'Europa: La Riforma protestante ha profondamente segnato il mondo moderno. Essa venne iniziata da Martin Lutero, di cui si vede la vita e il pensiero, analizzando le cause che lo portarono a rompere con la Chiesa cattolica
  • Il calvinismo, una fredda impositività moralistica: Il calvinismo ebbe minor diffusione del luteranesimo, dal punto di vista quantitativo, ma dal punto di vista economico ebbe grande importanza, sdoganando un valore “cristiano” del successo e della ricchezza
  • la Controriforma, uno sforzo generoso, ma “troppo umano”: la Controriforma cattolica fu la risposta che il cattolicesimo diede alla Riforma protestante, essa vide il Concilio di Trento e il nascere di nuovi ordini religiosi, in particolare i gesuiti; ma fu caratterizzata uno spirito controversistico, per cui era più importante andare contro il protestantesimo che aderire alla proposta cristiana nella sua interezza
  • Il colonialismo spagnolo, una strumentale demonizzazione: non sono certamente mancate ombre nella colonizzazione spagnola del Nuovo Mondo, l'America, ma su di essa è stato gettato, interessatamente, troppo fango
  • la “caccia alle streghe”, una pagina dolorosa e inquietante: la condanna a morte sul rogo, dopo accertamenti eseguiti da autorità religiose, cattoliche e protestanti, in un dato segmento dell'epoca moderna, pone inquietanti interrogativi alla coscienza credente; ma almeno aalcuni pu8nti fermi possono essere fissati.
  • Schiavismo e Chiesa, il valore eguaglianza alla prova dei fatti: come si concilia l'idea cristiana di eguaglianza di tutti gli esseri umani e la carità verso tutti con la presenza dello schiavismo in paesi cristiani? Qui si cerca una risposta
  • la rivoluzione inglese, il faticoso parto della democrazia: scheda sulla rivoluzione inglese: gli schieramenti e le motivazioni, la dinamica
  • Luigi XIV, una arrogante pretesa di grandezza: la Francia sotto Luigi XIV: aspetti politico-istituzionali, economici, religiosi e di politica estera
  • l'Illuminismo, un fenomeno pluriforme: non c'è stato un solo tipo di Illuminismo, corrosivamente antricristiano se non antiteligioso, ma sono esistite anche voci, soprattutto in Italia e in Germania, capaci di bilanciare esigenze razionali e apertura al Mistero rivelato
  • la Rivoluzione americana, il diritto di autodeterminarsi: la rivoluzione americana: dalle 13 colonie agli Stati Uniti
  • la Rivoluzione francese, buoni obiettivi, inadeguatamente perseguiti: La Rivoluzione francese è talmente importante da essere stata presa come la fine dell'epoca moderna e l'inizio dell'epoca contemporanea. Tra le grandi acquisizioni che essa comportò vi è la democrazia e il valore dell'eguaglianza tra i cittadini, abolendo la differenza di trattamento giuridico-politico tra nobili o non nobili. Peraltro non mancarono gravi limiti, come una certa sanguinarietà che caratterizzò il periodo centrale della Rivoluzione
  • La Rivoluzione e la Chiesa, un tragico malinteso: molti rivoluzionari videro nella Chiesa un nemico, in quanto stretatmente legata all'Ancien Régime e ai suoi valori
  • Napoleone, un rivoluzionario sul trono imperiale: appunti su Napoleone Bonaparte, che perseguì, da un punto di vista contenutistico, i valori della Rivoluzione francese, dando però loro una forma monarchico-autoritaria pretenziosa nel suo illimitato espansionismo