Il Quarantotto in Europa
un altro forte scossone all'ordine restaurato
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Francesco Bertoldi
un anno di grandi sconvolgimenti
Oggi molto meno, ma fino a non molto tempo fa si usava l'espressione “un Quarantotto” per indicare un ribaltamento generale, un caotico susseguirsi di eventi sconvolgenti. Nel brevissimo video seguente, tratto da Carosello (la pubblicità che seguiva il telegiornale della sera a fine anni Sessanta / inizio anni Settanta), ricorre tale espressione, dove viene detto “arriva Lancillotto / arriva Lancillotto / succede un Quarantotto”:
E in effetti moltissimi paesi europei furono in quell'anno interessati d imponenti fenomeni di sollevazioni rivoluzionarie.
In effetti il Quarantotto, a differenza delle due precedenti “ondate” rivoluzionarie, quella del '20-'21 e quella del '30, si caratterizza non solo per una maggior diffusione dei fenomeni insurrezionali, ma anche per una ben maggior partecipazione popolare.
Inoltre, rispetto alle due ondate precedenti, nel Quarantotto, oltre ad obbiettivi di maggior democratizzazione delle vita politica, si affermano con ben maggior chiarezza e incisività degli ideali nazionali (in particolare nel mondo tedesco, in Italia, ma anche in Ungheria e nei domini asburgici).
La Francia, ancora!
Anche questa volta, come nel 1789 e nel 1830 a far scattare la scintilla di sommovimenti rivoluzionati è la Francia. Fu una rivoluzione a porvi fine alla “Monarchia di Luglio” di Luigi Filippo, un regime dalla base sociale troppo ristretta (la sola alta borghesia) per i tempi in rapida evoluzione.
La rivolta scoppia a Parigi il 23 febbraio 1848, contro Re Luigi Filippo.
cause
La causa prossima fu la proibizione di un “banchetto politico”, una abitudine che si era creata per cui centinaia di cittadini si riunivano col pretesto di una innocente convivialità, ma per lo più con intenti ben più seri, di discussione e condivisione di valutazioni e proposte riguardanti la vita politica.
Ma le cause remote, che fecero di quella proibizione l'ultima goccia, capace di far traboccare il vaso, erano molte e di un certo peso:
- dal punto di vista istituzionale, la ristrettezza della base del consenso della monarchia di luglio (la già ricordata alta borghesia, l'unica a poter votare)
- la perdita di prestigio internazionale per la sconfitta diplomatica del 1840: la Francia aveva dovuto arretrare di fronte all'Inghilterra (non poté aiutare il pascià egiziano contro il Sultano, protetto dall'Inghilterra, che non voleva un rafforzamento francese in Egitto né un indebolimento dell'impero ottomano che rafforzasse la Russia),
- le pessime condizioni di vita degli operai, che già si erano ribellati (nel 1831 a Lione, nel '32 e '34 a Parigi)
- tre anni (dal '45) di raccolti scarsi, a cui si aggiunse, nel 47 anche una crisi di disoccupazione degli operai, prodotta da sovrapproduzione, la depressione economica del 1846-47.
maggiori dettagli
«La crisi del 1846-47 fu anticipata da una serie di cattivi raccolti, aggravati dall'insorgenza di un'ignota malattia della patata, che decimò la produzione di una pianta alimentare fonda mentale per la sopravvivenza dei contadini e dei lavoratori delle città. Questa crisi agraria solo in Irlanda provocò quasi un milione di morti su 8,5 milioni di abitanti e determinò inoltre l’accelerazione di un movimento migratorio verso gli Stati Uniti che riguardò milioni di persone, tanto che alla fine dell'Ottocento la popolazione irlandese si era ridotta a 4,5 milioni di persone. La crisi agricola, che si estese poi a tutta l'Europa e venne inoltre a coincidere con una nuova epidemia di colera, provocò come in precedenza una crescita massiccia dei prezzi che si scaricò sui consumi popolari, trasformandosi in un fattore di crisi per il settore industriale. Infatti si manifestò per la prima volta il dramma della sovrapproduzione, che in seguito avrebbe caratterizzato la stasi tipica dell'economia contemporanea: le aziende fallivano perché i loro prodotti rimanevano invenduti nei magazzini a causa della drastica riduzione del numero dei compratori, che la disoccupazione crescente faceva ulteriormente contrarre.
La caratteristica saliente del 1847-48 fu che un'autonoma crisi industriale si venne ad aggiungere a quella provocata dai cattivi raccolti. Anche in questo caso le speculazioni ferroviarie ebbero una parte notevole nell'avviare la recessione: gli investimenti nel settore erano passati in Inghilterra da 17,8 milioni di sterline nel 1844, a 60,8 nel 1845 e a 132 nel 1846, per precipitare a 40,4 nel 1847 e a livelli ancora più bassi nei due anni successivi.»
(fonte: un manuale di storia, il Guerracino, vol. 3.1, p.46)
eventi
La rivolta costò una cinquantina di morti, ma costrinse Luigi Filippo a d abdicare e a lasciare le redini del potere a un Governo provvisorio, all’Hotel de Ville, formato anche da radicali e socialisti, che si affrettò a proclamare la repubblica.
Tra i provvedimenti che vennero adottai ci furono
- provvedimenti politici (più voluti dalla borghesia):
- suffragio universale,
- abolizione dei titoli nobiliari
- abolizione della schiavitù
- abolizione della pena di morte per reati politici
- provvedimenti sociali (più voluti dai lavoratori salariati):
- si proclama il diritto al lavoro (e si sperimentano gli ateliers nationaux, fabbriche di proprietà dello Stato, in base ad idee socialiste).
Questi ultimi creano la paura del socialismo nei ceti moderati (e anche nei coltivatori diretti), e così alle elezioni della Assemblea costituente trionfarono i conservatori (800 contro 100 socialisti). I capi socialisti vengono imprigionati, e soffocato nel sangue un tentativo di ribellione degli ateliers (giugno ’48): 5000 morti, 12.000 arresti, sotto il governo autoritario di Cavaignac.
La Costituzione dava ampli poteri al presidente, che venne eletto il 10/12/1848: Luigi Napoleone Bonaparte.
Fu un periodo piuttosto breve di forma di Stato repubblicana (la “Seconda Repubblica”, dopo quella della Rivoluzione francese).
il mondo tedesco
la Prussia
Dei moti insurrezionali avvennero anche a Berlino nel marzo 1848, e indussero il Re Federico Guglielmo IV, che in un primo tempo tentò di cavalcare il moto nazionale tedesco proponendosi come baluardo contro gli estremi opposti della anarchia francese e del dispotismo russo, a concedere la convocazione di un'Assemblea costituente. Venne eletta a suffragio universale maschile, anche il timore che in essa prevalesse una linea troppo rivoluzionaria e spinta, fece sì che già nel dicembre dello stesso anno essa venisse sciolta e venisse emanata una costituzione di stampo autoritario.
il problema dell'unità del mondo tedesco
Non solo la Prussia, ma l'intero mondo germanico fu attraversato da fermenti insurrezionali e si pone il problema della unificazione tedesca: si trattava di decidere se la Germania unificata avrebbe compreso o escluso l'Austria, dato che questa era “con un piede” nel mondo tedesco e con l'altro in un'area non tedesca (Italia e popoli slavi); la prima linea era detta grande-tedesca, la seconda piccolo-tedesca.
Fu quest'ultima a prevalere, ma senza successo perché il re di Prussia, Federico Guglielmo IV, a cui venne offerta la corona di una Germania unificata, non volle accettare, in quanto tale potere gli veniva conferito da un organo, il Parlamento di Francoforte, fondato sulla sovranità popolare.
l'Impero asburgico
rivendicazioni nazionali
L'Impero asburgico, egemone in Italia, fu attraversato da insurrezioni indipendentistiche, come quelle in Italia, a Budapest e a Praga. In effetti si trattava di un Impero che comprendeva popoli diversi, con lingue e culture diverse: nell'attuale territorio austriaco abitavano popolazioni di lingua tedesca, che erano di fatto la nazione egemone (la capitale era Vienna), poi c'erano i territori italiani, quelli slavi (sloveni, croati, boemi, moravi, slovacchi, rumeni, polacchi) e ungheresi.
La più pericolosa, per l'Impero, delle rivolte nazionali del '48, fu quella ungherese, con la sollevazione di Budapest, dove si realizzò una unità di nobili antiaustriaci e borghesi liberali, capeggiati da Kossuth, al punto che l'Ungheria sembrava ormai avviata all'indipendenza.
Ma contro l'Ungheria giocò l'opposizione delle componenti slave dell'Impero (croati, serbi e rumeni, capeggiati da Jalacic), timorosi di passare dalla padella (austriaca) alla brace (di una egemonia ungherese). Questo aiutò l'imperatore asburgico Ferdinando I, che tuttavia poté vincere la resistenza dei magiari solo nel '49, con l'aiuto dello Zar, Nicola I, che con 100.000 soldati costrinse gli insorti alla capitolazione (agosto '49).
Per quanto riguarda la rivolta nei domini italiani si veda il '48 italiano.
aspirazioni costituzionali
Ma a ribellarsi contro il regime imperiale austriaco nel '48 non furono soltanto le nazionalità sottomesse al potere di Vienna e desiderose di rendersi indipendenti, fu anche una parte della popolazione austriaca, che desiderava una maggior democraticità nel sistema statale.
Così a Vienna si verificano dei moti insurrezionali che costringono Metternich a fuggire, e costringono l'imperatore Ferdinando I, fuggito lui pura da Vienna, a promette una Assemblea Costituente eletta a suffragio universale.
Tuttavia a favore della monarchia assoluta era gran parte del mondo contadino (che si accontentava di moderate riforme agrarie, ed era anti-liberale). Si può notare che è una costante del mondo rurale l'attaccamento a valori ad esempio la Brexit è stata votata soprattutto dalle zone rurali inglesi, così come Trump ha il suo bacino elettorale più nutrito nelle aree meno urbanizzate del Middle West, non certo nelle grandi città delle coste Est e Ovest. Analogamente Erdogan è forte nelle zone rurali, non certo a Istanbul e nelle grandi città. Probabilmente, se si potesse votare liberamente, anche in Russia in consenso a Putin sarebbe senza paragone maggiore nelle campagne che nelle cittàultraconservatori. Per cui nel '49 viene sì emanata un Costituzione, ma per essere abrogata già due anni dopo, nel 1851.
In Italia
Vi furono anche in Italia sollevazioni popolari (a Venezia e Milano) e anche la Prima Guerra di Indipendenza. Se ne parla nella sezione sul Risorgimento.
📚 Bibliografia essenziale
AA.VV., Storia d'Italia e d'Europa (vol.6: l'Europa della borghesia), Milano 1982(o
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- Dominique Barjot & Jeann-Pierre Chaline & André Encravé, La France au XIX siècle 1814-1914, Paris 2001, tr.it. Storia della Francia nell'Ottocento, Il Mulino, Bologna 2003 (
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- Maurizio Gribaudi & Michèle Riot-Sarcey, 1848. La révolution oubliée, Paris 2008(
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- Franz Herre, Francesco Giuseppe, Milano 2000(
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- Arthur May, La monarchia asburgica, Bologna 1973(
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- Inès Murat, La Deuxième République, Paris 1987(
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- Roger Price, Le rivoluzioni del 1848, Bologna 2004(
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🤔 Quick test
la rivoluzione del '48 in Francia
gli ateliers nationaux
nel mondo tedesco, l'obbiettivo degli inserti era
nell'impero asburgico il '48