La convivenza multiculturale
un problema serio, ma non tragico
Table of Contents
Francesco Bertoldi
un problema attualissimo
Quello della convivenza tra soggettività collettive di diversa impostazione culturale è un problema diventato drammaticamente attuale, almeno per i seguenti motivi:
- l'immigrazione di massa, che ha interessato anche il mondo occidentale, ha creato delle comunità basate su culture diverse da quella dagli autoctoni, e la consistenza numerica di tali comunità (e la loro prolificità) suscita grandi paure in settori non esigui della popolazione autoctona;
- oltre ai generici problemi che può comportare una convivenza tra persone che si rifanno a valori di fondo diversi, è emersa in molti, in Occidente, soprattutto dopo l'11 settembre, altri episodi terroristici e fenomeni di diffusa aggressività, la convinzione che ci sia un problema del tutto speciale con l'Islam, quantomeno con la sua versione letteralistica.
- Senza contare che anche tra gli autoctoni, sono sorte delle divergenze nel modo di intendere la convivenza collettiva, che portano a una reciproca delegittimazione delle soggettività “rivali” e a una polarizzazione delle posizioni, che rende difficile il compromesso e quindi la lealtà democratica.
Di questo problema, nella sua dinamica tuttora in via di sviluppo, si parla in MondoOggi, qui invece vediamo le grandi linee di fondo che dovrebbero guidare stabilmente una corretta soluzione del problema.
diversi possibili atteggiamenti davanti al problema
Glossarietto
Chiariamo alcuni termini che verranno poi usati.
- Sostantivo, sostantività:
- indicano dei contenuti che le regole della convivenza devono stabilire (ad esempio la monogamia piuttosto che la poligamia, o la legittimità o meno dell'aborto)
- Precedurale, proceduralismo:
- per il proceduralismo lo Stato non deve fissare dei contenuti vincolanti, ma solo pure regole, pure regole formali, che possono poi essere “riempite” di qualsiasi contenuto
Possiamo riassumere così le tre grandi impostazioni davanti al problema della convivenza multiculturale:
- l'identitarismo fondamentalista, o una sostantività ipertrofica,
- il realismo, o una sostantività ragionevole,
- il multiculturalismo relativista, o il puro proceduralismo.
l'identitarismo fondamentalista
un arroccamento repulsivo, non alieno da tentazioni dittatoriali
Per questa impostazione la convivenza multiculturale non è possibile. Una società deve avere una sola cultura, deve essere omogenea.
Un presupposto di questo è la pretesa di conoscere perfettamente e immediatamente tutto quanto occorre per impostare una politica giusta: è il tema dei “principi non-negoziabili”, intesi sostantivamente, cioè chiari fino al dettaglio. In altre parole il diritto naturale che deve regolare la convivenza sarebbe immutabilmente, da sempre e da tutti perfettamente conosciuto, e nessun compromesso sarebbe necessario e accettabile con chi non lo riconosce.
Da un punto di vista filosofico questo avviene perché ci si appoggia a delle certezze fredde, affermate in modo ideologico.
Per questa impostazione, chi non riconosce tali certezze, ovvie e non-negoziabili, è certamente in malafede ed è quindi un nemico (cfr. Carl Schmitt).
La conseguenza di questa impostazione è una chiusura ermetica all'altro, sia all'altyro autoctono, sia all'altro immigrato. Non solo, ma dato che si punta tutto su dei contenuti (i valori non negoziabili), si è disposti, pur di affermarli, a rinunciare alla forma (democratica), coltivando progetti dittatoriali.
una sostantività realistica
una accoglienza condizionata (al rispetto di regole anche sostantive)
Per questa impostazione la convivenza multiculturale è possibile, ma non è scontata, non è qualcosa che avvenga automaticamente. È una scommessa rischiosa, o meglio qualcosa che richiede l'impegno della libertà delle persone.
Presupposto di questa impostazione è che possiamo sì conoscere quanto serve a fondare un ordine democratico, ma non automaticamente e immediatamente → per questo occorre il dialogo e una comunicazione intersoggettiva vera (condizione per attingere le certezze calde).
Dal punto di vista filosofico ci si appoggia a certezze calde, esperienzialmente e intersoggettivamente alimentate.
Ne segue che si cerca il dialogo con tutti, ma chi rifiuta la democrazia si autoesclude; per questo abbiamo una apertura condizionata all'altro.
Si può qui parlare di un equilibrio di forma e contenuti: non è che qualsiasi contenuto vada bene (col discorso che “è la loro cultura”), le regole della convivenza non possono essere puramente formali (come per il proceduralismo), devono prevedere anche dei contenuti “sostantivi”, ma questi contenuti non devono essere troppo dettagliati (come pretende l'identitarismo).
il multiculturalismo relativista
una accoglienza incondizionata (con regole puramente procedurali)
Per questa impostazione la convivenza multiculturale è automaticamente garantita, ossia essa non comporta alcun problema.
Presupposto filosofico di questa impostazione è che esistono diverse visioni-del-mondo, che non possiamo giudicare: non possiamo stabilire quale sia quella [più] vera e nemmeno quanto in esse sia giusto o sbagliato.
Questo perché non ci sono certezze, non c'è verità.
Ne segue una apertura incondizionata a tutto e a tutti, anche ai nemici della democrazia. Si può qui parlare di forma senza contenuti (un puro proceduralismo, senza sostantività).
Visualizziamo tutto questo in uno schema sulla contrapposizione tra relativismo, fondamentalismo e realismo
Per maggiori spiegazioni su questo tema si può vedere “Culture in conflitto e convivenza possibile”, pubblicato su Metabasis 2020 (si veda su intellectualia).
📚 Bibliografia essenziale
- AA.VV., Multiculturalismo. Ideologie e sfide, Bologna 2006 (
o
).
- AA.VV., Religione e politica nella società post-secolare, Roma 2009 (
o
).
Francesco Bertoldi, Dia-logos. Per una ragionevole convivenza in una società multiculturale, Venezia 2023 (o
).
- Francesca Rigotti, Le basi filosofiche del multiculturalismo, Bologna 2006 (
o
).
- Pierre-André Taguieff, Le Racisme. Un exposé pour comprendre, un essai pour réfléchir, Paris 1997, tr.it. Il razzismo. Pregiudizi, teorie, comportamenti
,
Cortina,
Milano
1999 (
o
).
🎬 Filmografìa
Films collegati al tema sono, tra gli altri:
-
Philippe Lioret, Welcome(
) 2009.
-
Charlton "Charlie" Brooker, Black Mirror (serie televisiva)(
) 2011 sgg (questo episodio di Black Mirror evidenzia come si possa scambiare per mostro terribile chi è solo un innocente impaurito: tanto può la propaganda del potere).
-
Ken Loach, The Old Oak(
) 2023.
-
Delphine Coulin, Jouer avec le feu, (tr.it. Noi e loro),
(
) 2024 (Mette a tema l'incapacità di un padre, lavoratore alle ferrovie francesi e di sinistra, di comunicare efficacemente col figlio, entrato in un gruppo dl'estrema destra, e alla fine risucchiato in una spirale di volenza che lo vedrà uccidere ed essere poi condannato a 20 anni.).
-
Alejandro Monteverde, Cabrini, (tr.it. Cabrini),
(
) 2024 (Un film commovente sulla misera situazione degli immigrati italiani a New York e l’eroica, indomabile, dedizione della Carini alla loro caritatevole assistenza, superando mille difficoltà.).