Il sogno: 6a lezione
il simbolismo onirico
Table of Contents
Sigmund Freud
PRIMA SERIE DI LEZIONI
Parte seconda
IL SOGNO
IL SIMBOLISMO NEL SOGNO
Signore e Signori, abbiamo scoperto che la deformazione onirica, che ci ostacola nella comprensione del sogno, é il risultato di un'attività censoria che si rivolge contro gli impulsi di desiderio inconsci e inaccettabili. Naturalmente però non abbiamo affermato che la censura é l' unica responsabile della deformazione onirica; e in effetti, con lo studio ulteriore del sogno, é possibile scoprire anche altri fattori che vi sono implicati. Vale a dire che se anche la censura onirica venisse esclusa non saremmo ugualmente in grado di comprendere i sogni, il sogno manifesto non sarebbe ancora identico ai pensieri onirici latenti. Questo altro fattore che rende impenetrabile il sogno, questo nuovo contributo alla deformazione onirica, noi lo scopriamo nel momento in cui ci rendiamo conto di una lacuna della nostra tecnica. Vi ho già concesso che talvolta alle persone in analisi può non venire in mente nulla in relazione ai singoli elementi del sogno. In verità , ciò non avviene così di frequente come esse affermano; in moltissimi casi, insistendo, si riesce a strappare qualche cosa. Certamente però rimangono casi in cui l' associazione non viene o, se strappata a forza, non fornisce quanto da essa ci aspettavamo. Se questa evenienza si verifica durante un trattamento psicoanalitico ad essa va attribuito un significato particolare di cui non intendo occuparmi qui. Ma il fatto é che essa si verifica anche nell' interpretazione di sogni di persone normali o di sogni nostri. Se ci si convince che in simili casi a nulla servono le pressioni, si finisce col fare la scoperta che l' indesiderato accidente si presenta sempre in relazione a determinati elementi onirici, e si comincia a riconoscere una nuova regolarità là dove in un primo tempo si credeva di assistere solo un insuccesso anomalo della tecnica. Viene in tal modo la tentazione di interpretare questi elementi onirici "muti", di intraprenderne la traduzione con i nostri mezzi. Sta di fatto che, ogniqualvolta si osa fare questa sostituzione, si ottiene un senso soddisfacente, mentre finché non ci si decide a questo intervento, il sogno rimane senza senso e il nesso é interrotto. Col ripetersi di molti casi assolutamente simili, il nostro tentativo, dapprima timido, acquisterà la necessaria sicurezza. Espongo tutto questo un po' schematicamente; ma ciò é pur lecito a scopi didattici, tanto più che le cose non sono falsate, ma solo semplificate . Procedendo in questo modo si ottengono traduzioni costanti per una serie di elementi onirici, proprio come fanno i nostri popolari "libri dei sogni" per tutto ciò che sogniamo. Non dimenticate, per contro, che usando la nostra tecnica associativa, non vengono mai in luce sostituzioni costanti degli elementi onirici. Direte subito che questa via per giungere all' interpretazione vi appare ancora più insicura e contestabile della precedente, basata sulle associazioni libere. Ma c'é qualcos'altro. Infatti, quando con l' esperienza si é raccolto un numero sufficiente di sostituzioni costanti, a un bel momento ci si accorge che in effetti avremmo dovuto ricavare questi pezzi di interpretazione del sogno dalle nostre conoscenze, e che in realtà essi potevano essere compresi senza le associazioni del sognatore. Da che cosa avremmo dovuto conoscere il loro significato, risulterà dalla seconda parte della nostra discussione. Chiamiamo "simbolica" una simile relazione costante fra un elemento onirico e la sua traduzione, e "simbolo" del pensiero onirico inconscio l' elemento onirico stesso. Vi ricorderete che in precedenza, esaminando le relazioni esistenti tra gli elementi onirici e ciò che di "autentico" gli sta dietro, ho distinto tre di queste relazioni: quella della parte per il tutto, quella dell' allusione e quella della rappresentazione per immagini. Ve ne annunciai allora una quarta, ma non ve la nominai. Questa quarta é dunque la relazione simbolica qui introdotta. A essa si riallacciano discussioni molto interessanti, sulle quali é opportuno soffermarsi prima di esporre le nostre particolari osservazioni sul simbolismo.
Il simbolismo é forse il capitolo più singolare della teoria del sogno. Innanzitutto, essendo traduzioni immutabili, i simboli realizzano in certa misura l' ideale dell' antica interpretazione dei sogni, non meno che di quella popolare, ideale dal quale noi con la nostra tecnica ci eravamo molto allontanati. Essi ci permettono, in certe circostanze, di interpretare un sogno senza interrogare il sognatore, il quale, comunque, nulla sa dire a proposito del simbolo. Se si conoscono i simboli onirici usuali e inoltre la persona del sognatore, le circostanze nelle quali vive e le impressioni che hanno preceduto il sogno, si é spesso in condizione di interpretare senz'altro un sogno, di tradurlo per così dire a prima vista. Un simile virtuosismo lusinga l' interprete del sogno e fa impressione al sognatore; esso contrasta piacevolmente con la faticosa incombenza di interrogare il sognatore. Ma non lasciatevi sviare da ciò . Non é nostro compito produrci in virtuosismi. L'interpretazione basata sulla conoscenza dei simboli non é una tecnica che possa sostituire quella associativa o competere con essa. E' un'integrazione della tecnica associativa e solo se inserita in questa fornisce risultati apprezzabili. Per quanto riguarda invece la conoscenza della situazione psichica del sognatore, dovete considerare che non avete da interpretare solo sogni di persone a voi ben note, che di regola non conoscete gli avvenimenti diurni che hanno suscitato il sogno, e infine che le associazioni dell' analizzato vi apportano precisamente la conoscenza di ciò che si chiama la situazione psichica. Inoltre é particolarmente notevole - anche con riferimento ad argomenti che saranno menzionati in seguito - il fatto che anche contro l' esistenza della relazione simbolica tra sogno e inconscio sono state rese esplicite le più violente resistenze. Perfino persone stimabili e intelligenti, che pure hanno percorso un lungo tratto di cammino con la psicoanalisi, giunte a questo punto hanno rifiutato di seguirci. Tanto più singolare é questo comportamento in quanto, in primo luogo, il simbolismo non é peculiare solo al sogno o caratteristico di esso e, in secondo luogo, il simbolismo che si ritrova nel sogno non é stato scoperto dalla psicoanalisi, nonostante essa vada fiera di un numero non esiguo di scoperte sorprendenti. Quale scopritore del simbolismo onirico, se proprio vogliamo a esso attribuire un inizio nei tempi moderni, va citato il filosofo K. A. Scherner (1). La psicoanalisi ha confermato le scoperte di Scherner anche se va detto che le ha modificate in modo decisivo. Immagino che desideriate ora sentire qualcosa sulla natura del simbolismo onirico e averne alcuni esempi. Vi riferirò volentieri ciò che so, ma vi confesso che la nostra comprensione non giunge così lontano come vorremmo. L'essenza della relazione simbolica é un paragone, ma non un paragone qualsiasi. Intuiamo che esso é soggetto a un particolare condizionamento, ma non sappiamo dire in che cosa questo consista. Non tutto ciò cui possiamo paragonare un oggetto o un processo compare come suo simbolo nel sogno. Né il sogno, d'altra parte, simbolizza qualsiasi cosa, ma solo determinati elementi dei pensieri onirici latenti. Quindi vi sono limitazioni sotto tutti e due gli aspetti. Dobbiamo anche ammettere che attualmente il concetto di simbolo non può essere delimitato nettamente; esso si confonde con la nozione di sostituzione, di raffigurazione eccetera, e si avvicina perfino a quella di allusione. In un certo numero di simboli il paragone sotteso é evidente: accanto a questi, ce ne sono altri per i quali dobbiamo porci la domanda dove si debba cercare l' elemento comune, il "tertium comparationis" di questo presunto paragone: grazie a una riflessione più approfondita possiamo scoprirlo, oppure no, e in questo caso esso rimane davvero celato ai nostri occhi. E' inoltre strano che, se il simbolo é un paragone, quest'ultimo non si lasci svelare dall' associazione, e anche che il sognatore non conosca il paragone, che se ne serva senza averne conoscenza; anzi, ancor più , che il sognatore non abbia neppure voglia di riconoscere questo paragone dopo che gli é stato indicato. Vedete dunque che una relazione simbolica é una comparazione di tipo tutto particolare, il cui fondamento non é stato da noi ancora colto chiaramente. Ma forse, più avanti, emergerà qualche indicazione su questo elemento sconosciuto.
L'ambito delle cose
che trovano rappresentazione simbolica nel sogno non é
grande: il corpo umano nel suo insieme, i genitori, i figli,
i fratelli, la nascita, la morte, la nudità ...
e ancora un'altra cosa. La figura umana nel suo
insieme é oggetto di un'unica raffigurazione
tipica, ossia regolare, che é la casa, come
ha riconosciuto Scherner, il quale
volle addirittura attribuire a questo simbolo un'importanza
predominante, che invece non gli spetta. Accade nel sogno di
calarsi lungo la facciata di una casa, ora provando piacere ora angoscia.
Le case coi muri completamente lisci sono uomini;
quelle provviste di sporgenze e davanzali, ai quali ci si può
appigliare, sono donne. I genitori appaiono in sogno
come IMPERATORE e IMPERATRICE, RE e REGINA, o come altre persone
di riguardo; dunque, in questo caso, il sogno é pieno di devozione
filiale. I sogni trattano invece con
meno delicatezza i bambini e i fratelli, che vengono
simbolizzati da PICCOLI ANIMALI, INSETTI. La nascita é
quasi sempre rappresentata mediante una relazione
con l' ACQUA: si sogna qualcuno che precipita
nell' acqua oppure ne emerge, salva
una persona dall' acqua o viene salvato da una
persona, ossia ha con essa un rapporto materno. Il morire viene
sostituito nel sogno con il PARTIRE, con
l' ANDARE IN TRENO; l' essere morto, con
diverse allusioni oscure, quasi timide; la nudità con
ABITI e UNIFORMI. Vedete come qui i confini
tra rappresentazione simbolica e allusiva si confondano.
In confronto alla povertà di questa enumerazione
non può non sorprendere il fatto
che oggetti e contenuti di altro genere vengono rappresentati
mediante un simbolismo straordinariamente ricco.
E' questo il campo della vita sessuale, dei genitali, dei processi
e dei rapporti sessuali. Nel sogno
la stragrande maggioranza dei simboli é costituita da
simboli sessuali. Risulta evidente qui una singolare
sproporzione. I contenuti che ho indicato
sono pochi, ma i simboli che li rappresentano
sono straordinariamente numerosi, così che ognuna di
queste cose può venire espressa da
moltissimi simboli pressappoco equivalenti. L'interpretazione darà
poi risultati tali da suscitare lo scandalo generale. In
contrasto con la varietà delle
raffigurazioni oniriche, le interpretazioni dei
simboli sono molto monotone. Questo spiace a quanti ne vengono a
conoscenza; ma che farci?
Poiché é la prima
volta che in questa lezione si parla
di contenuti della vita sessuale, mi sento
in dovere di dirvi qualcosa a proposito del modo in cui intendo
trattare questo tema. La psicoanalisi non trova alcun motivo per dissimulare
e alludere, non ritiene necessario vergognarsi perché
si occupa di questa importante materia, pensa
che sia corretto e decente chiamare tutto con il suo vero
nome, e spera che questo sia il
modo migliore per tenere lontani secondi pensieri importuni.
Il fatto che si parli davanti a un pubblico composto di persone di entrambi
i sessi non può cambiare nulla di quanto abbiamo detto.
Come non c'é una scienza "in
usum delphini", così non ce n'é
una per educande, e le signore che si trovano fra voi hanno fatto
capire con la loro presenza in quest'aula che vogliono essere equiparate
agli uomini. Per il genitale maschile, dunque, il sogno ha
una quantità di rappresentazioni che
debbono definirsi simboliche, nelle quali l' elemento comune
che dà luogo al paragone é
perlopiù molto evidente. Cominciamo con l' osservare
che per il genitale maschile nel suo insieme é simbolicamente
significativo il numero sacro. Poi, la parte del genitale
più appariscente e curiosa per entrambi i sessi, il
membro virile, trova sostituzione simbolica, in primo luogo, in cose
che gli sono simili nella forma, ossia lunghe ed erette, come:
BASTONI, OMBRELLI, VERGHE, ALBERI e simili; inoltre, in oggetti
che con ciò che raffigurano
hanno in comune la proprietà di penetrare nel
corpo e di ferire, ossia ARMI appuntite di ogni genere, COLTELLI, PUGNALI,
LANCE, SCIABOLE; ma anche armi da fuoco: FUCILI, PISTOLE e
la RIVOLTELLA, così adatta allo scopo per la sua
forma. Nei sogni d'angoscia delle
fanciulle, l' inseguimento da parte di un
uomo che impugna un coltello o un'arma da fuoco
ha un'ampia parte. E' questo il caso
di simbolismo onirico forse più frequente
e che ora siete in grado facilmente di tradurvi. Senz'altro
comprensibile é anche la sostituzione
del membro virile con oggetti dai quali
scorre dell' acqua - RUBINETTI, ANNAFFIATOI, FONTANE - e altri oggetti
che possono essere allungati, come LAMPADE
A SALISCENDI, MATITE RIENTRABILI eccetera. Un aspetto
altrettanto ovvio dell' organo é alla base del fatto
che MATITE, PORTAPENNE, LIME PER UNGHIE,
MARTELLI e altri strumenti sono indubbi simboli sessuali maschili. La
singolare proprietà del membro di potersi sollevare
contro la forza di gravità , uno degli aspetti del fenomeno
dell' erezione, porta alla rappresentazione simbolica mediante AEROSTATI,
MACCHINE VOLANTI e, recentissimamente, mediante DIRIGIBILI
ZEPPELIN. Il sogno però conosce un altro
modo ancora, di gran lunga più
espressivo, per simbolizzare l' erezione. Esso
fa del membro sessuale la parte essenziale dell' intera persona
che viene essa stessa fatta VOLARE. Non prendetevela
se i sogni di volo, spesso così belli, che noi
tutti conosciamo, devono essere interpretati come sogni
di eccitazione sessuale generalizzata, come sogni di erezione.
Tra gli studiosi di psicoanalisi Paul
Federn ha accertato contro ogni dubbio questa
interpretazione. Ma alla stessa conclusione é giunto
con le sue ricerche anche Mourly Vold, tanto lodato per la
sua sobrietà , il quale ha condotto
gli esperimenti sul sogno di cui vi ho parlato, facendo
assumere ai suoi soggetti posizioni artificiali delle braccia e delle
gambe; ed egli era veramente lontano dalla psicoanalisi
e forse non ne sapeva nulla. Non venitemi poi a dire che ciò
non é vero dato che le donne possono avere
gli stessi sogni di volo. Ricordate piuttosto che
i nostri sogni vogliono essere appagamenti
di desiderio, e che il desiderio di essere un uomo é
presente molto spesso, in forma cosciente o inconscia, nella
donna. Che alla donna sia possibile realizzare
questo desiderio con le stesse sensazioni dell' uomo non può
essere motivo di sconcerto per chi sa di anatomia. Anche la donna
infatti possiede nei suoi genitali un piccolo membro a somiglianza di quello
maschile, e questo piccolo membro, la clitoride, svolge nell'
infanzia e nell' età che precede i rapporti sessuali
la medesima parte del membro più grande
dell' uomo. Ai simboli sessuali maschili meno
facilmente comprensibili appartengono certi RETTILI e PESCI,
soprattutto il famoso simbolo del SERPENTE. Non é certo
facile indovinare perché il CAPPELLO e il MANTELLO
abbiano trovato lo stesso impiego, ma questo loro significato
simbolico é assolutamente indubitabile.
Ci si può ancora chiedere, infine,
se si possa designare come simbolica la sostituzione del membro virile
con un altro membro, il piede o la mano. Io credo
che vi siamo costretti dal contesto
e dai corrispettivi simboli femminili. Il genitale femminile viene
rappresentato simbolicamente da tutti quegli oggetti che ne
condividono la proprietà di racchiudere una cavità
che può accogliere in sé qualcosa, quindi con
POZZI, FOSSE e CAVERNE, con RECIPIENTI e
BOTTIGLIE, con SCATOLE, ASTUCCI, VALIGIE, BARATTOLI, CASSE,
BORSE e così via. Anche la NAVE rientra in questa serie.
Alcuni simboli, più che con il genitale
della donna, hanno riferimento con il grembo materno, così
ARMADI, FORNI e soprattutto la STANZA. Il simbolismo della
stanza si congiunge qui con il simbolismo della casa: PORTA e PORTONE diventano
a loro volta simboli dell' orifizio genitale.
Tuttavia anche certi materiali sono simboli
della donna: il LEGNO, la CARTA e certi oggetti che sono fatti con
questi materiali, come il TAVOLO e il LIBRO. Tra
gli animali vanno citati come innegabili
simboli femminili almeno la CHIOCCIOLA e la CONCHIGLIA; tra le parti
del corpo, la BOCCA quale sostituto dell' orifizio genitale;
tra gli edifici, la CHIESA e la CAPPELLA. Non tutti
i simboli, come vedete, sono ugualmente comprensibili. Tra
i genitali bisogna annoverare le mammelle che, così
come gli emisferi maggiori del corpo
femminile, trovano la loro rappresentazione
in MELE, PESCHE, FRUTTI in genere. La peluria pubica
di entrambi i sessi viene descritta dal sogno come BOSCO e CESPUGLIO.
La complicata topografia delle parti genitali femminili fa comprendere
perché esse vengano rappresentate molto spesso come paesaggi
con rocce, boschi e acqua, mentre l' imponente meccanismo dell' apparato
genitale maschile fa sì che ne diventino
simboli tutte le specie di MACCHINE complicate e difficili da descrivere.
Un simbolo del genitale femminile degno di menzione é
ancora lo SCRIGNO DEI GIOIELLI; GIOIA e TESORO
sono designazioni della persona amata
anche nel sogno; i DOLCIUMI una
frequente rappresentazione del godimento sessuale.
Il soddisfacimento ottenuto sul proprio genitale viene accennato
mediante ogni specie di attività musicale,
anche col SUONARE IL PIANOFORTE. Rappresentazioni
simboliche per eccellenza dell' onanismo sono lo SCIVOLARE
e lo SDRUCCIOLARE, come pure lo STRAPPARE UN RAMO. Un simbolo
onirico particolarmente degno di nota é
la CADUTA o l' ESTRAZIONE DI DENTI. Certamente
esso significa innanzitutto l' evirazione, quale punizione
per l' onanismo. Meno numerose di quanto
ci si potrebbe aspettare dopo quanto
vi ho finora comunicato sono nel sogno
le raffigurazioni specifiche del rapporto fra i
sessi. Vanno menzionate qui attività ritmiche come il
BALLARE, il CAVALCARE e il SALIRE, e anche esperienze violente, come
l' ESSERE INVESTITI. Inoltre certi mestieri
manuali e, naturalmente, la MINACCIA A MANO ARMATA. Non dovete immaginarvi
l' impiego e la traduzione di questi simboli come qualcosa di semplice
e lineare. Avvengono a questo proposito ogni sorta di cose che contraddicono
le nostre aspettative. Così , ad esempio,
sembra quasi incredibile che spesso in
queste rappresentazioni simboliche le differenze tra i sessi
non siano rigorosamente osservate. Alcuni simboli - per
esempio il bambino PICCOLO, il figlio PICCINO o la figlia PICCINA
- significano un genitale in genere, non
importa se maschile o femminile. Altre volte un simbolo prevalentemente
maschile può essere impiegato per un genitale femminile o
viceversa. Questo non si capisce se prima non ci
si é fatti una certa idea
dello sviluppo delle rappresentazioni sessuali negli
uomini. In alcuni casi questa ambiguità
dei simboli può essere solo apparente; i
simboli più lampanti, come ARMI, BORSE, CASSE, sono
esclusi da questo impiego bisessuale. Intendo ora
prendere le mosse non più da
ciò che viene rappresentato, bensì
dal simbolo, per dare una prospettiva
generale dei campi dai quali i simboli sessuali vengono,
per la maggior parte, attinti e per aggiungere
alcune osservazioni supplementari con particolare
riguardo ai simboli in cui l' elemento comune
del paragone rimane incompreso. Un simbolo
oscuro di tal genere é il
CAPPELLO, o forse il copricapo in genere, che di norma ha un
significato maschile, ma può anche
averne uno femminile. Analogamente, il MANTELLO significa un uomo, forse
non sempre con riferimento ai genitali. Siete liberi
di cercarne il perché . La CRAVATTA, che pende giù
e che non viene portata dalla donna, é
un simbolo chiaramente maschile. La BIANCHERIA,
e la TELA in genere, sono femminili; ABITI, UNIFORMI sono,
come abbiamo già detto, sostituti della nudità , delle
forme del corpo; la SCARPA, la PANTOFOLA, un genitale femminile;
TAVOLO e LEGNO sono stati già menzionati
come simboli enigmatici, ma sicuramente femminili. SCALE A
PIOLI, GRADINATE, SCALE, o per meglio dire
l' andare su di esse, sono simboli certi del rapporto sessuale: a
una più attenta considerazione ci salterà agli
occhi, quale elemento comune, il ritmo di questo andare, forse
anche il crescere dell' eccitazione, l' affanno, quanto più
in alto si sale. Abbiamo già menzionato il paesaggio
quale rappresentazione del genitale femminile.
MONTAGNA e ROCCIA sono simboli del membro maschile;
il GIARDINO, un frequente simbolo del
genitale femminile. Il FRUTTO non sta per il bambino, ma per
il seno. Gli ANIMALI FEROCI significano persone
sensualmente eccitate, e inoltre pulsioni cattive, passioni.
FIORITURE e FIORI designano il genitale della donna o,
più specificamente, la verginità . Non
dimenticate che i fiori sono realmente i genitali delle piante. Conosciamo
già la STANZA come simbolo. Qui la rappresentazione può
proseguire, in quanto le finestre, le entrate e le uscite
della stanza assumono il significato di orifizi
del corpo. Anche il fatto che la stanza sia aperta o chiusa
si inserisce in questo simbolismo, e la
CHIAVE, che apre, é certamente
un simbolo maschile.
Ecco dunque del materiale per
il simbolismo del sogno. L'elenco non é
completo e potrebbe venire approfondito nonché esteso. Penso
però che vi sembrerà più che
sufficiente, forse vi irriterà . Mi pare di sentire
la vostra domanda: "Vivo davvero in
mezzo a simboli sessuali? Tutti gli oggetti che
mi circondano, tutti i vestiti che indosso, tutte le cose che prendo
in mano, sono sempre simboli sessuali e nient'altro?". Abbiamo effettivamente
ragioni sufficienti per meravigliarci e investigare,
e la prima domanda che ci porremo sarà : Da che cosa propriamente
veniamo a conoscere il significato di questi
simboli onirici, intorno ai quali il sognatore stesso non ci fornisce
che ragguagli insufficienti o addirittura non sa dirci
nulla? Rispondo: Da fonti molto diverse,
dalle fiabe e dai miti, da facezie e motti di spirito, dal
folklore (cioè dallo studio dei costumi,
degli usi, dei proverbi e delle canzoni
popolari), dall' uso linguistico poetico e colloquiale. In tutti
questi campi si riscontra lo stesso simbolismo
e in alcuni di essi lo comprendiamo senza
bisogno di ulteriori delucidazioni. Esaminando una per una queste
fonti, troveremo tanti di quei paralleli con il simbolismo del
sogno da non poter più dubitare
delle nostre interpretazioni . Secondo Scherner, come dicevamo, il
corpo umano viene raffigurato spesso nel sogno mediante
il simbolo della casa. Proseguendo questa raffigurazione, abbiamo
visto che le finestre, le porte e i portoni sono gli accessi alle cavità
corporee, e che le facciate sono lisce o
provviste di davanzali e sporgenze che servono
d'appiglio. Lo stesso simbolismo si trova nell' uso
linguistico tedesco, che saluta confidenzialmente
un buon conoscente chiamandolo "altes Haus" [vecchia casa],
parla di dare a uno una pacca "aufs Dachl" [sul
tetto (sulla testa)], o afferma di un altro che non é
a posto "im Oberstübchen" [nella soffitta; cioè
non ha la testa a posto]. In anatomia gli orifizi
del corpo si chiamano esplicitamente "Leibespforten" [porte del corpo].
Incontrare in sogno i genitori come coppia imperiale
o reale sembra a tutta prima sorprendente. Ma ha
il suo parallelo nelle favole. Non ci balugina forse l' idea
che le molte favole che cominciano con
"C'era una volta un re e una regina" non vogliano dire nient'altro che
"c'era una volta un padre e una madre"? In famiglia i
figli vengono chiamati scherzosamente "principini" e il maggiore
"principe ereditario". Il re chiama se stesso "padre
della patria". I bambini piccoli vengono scherzosamente denominati "Wurmer"
[vermi] e si dice compassionevolmente: "das arme Wurm"
[il povero verme]. Ritorniamo al simbolismo della casa. Se
nel sogno utilizziamo le sporgenze delle case per aggrapparci, non
ci viene forse in mente la definizione volgare per un petto fortemente
sviluppato: "Quella lì ha un bel davanzale"?
A questo proposito c'é in tedesco un'altra
espressione volgare: "Quella lì ha molta legna
davanti alla casa", che sembra voler suffragare la nostra interpretazione
del legno come simbolo femminile, materno. Sempre a proposito del legno,
non é facile comprendere come questo materiale sia giunto
a rappresentare la maternità , la femminilità . Qui può
venirci in aiuto il raffronto tra le lingue. La
parola tedesca "Holz" [legno] é probabilmente
dello stesso ceppo della parola greca "yle", che significa materia,
materiale grezzo. Qui ci troveremmo davanti al caso non raro
in cui il nome generico di un materiale é
stato alla fine riservato a un particolare
materiale. Ora, c'é un'isola nell'
oceano che porta il nome di "Madeira": questo nome le
fu dato dai portoghesi quando la scoprirono,
perché allora era coperta da cima a fondo di boschi;
infatti in portoghese madeira significa "legno".
Voi certo riconoscete che MADEIRA non é
nient'altro che la parola latina MATERIA un po' modificata. Ora, materia
deriva da MATER, "madre,". La materia di cui qualcosa é costituito
é , per così dire, la sua parte materna.
Questa antica concezione sussiste quindi nell' uso simbolico del legno
al posto di "donna", "madre". La nascita viene regolarmente
espressa nel sogno mediante un riferimento
all' acqua: ci si precipita in acqua
o si esce dall' acqua, cioè si
partorisce o si é partoriti.
Ora non dimentichiamo che questo simbolo può
far riferimento in due modi alla realtà della storia evolutiva:
non solo tutti i mammiferi terrestri, compresi
i progenitori dell' uomo, hanno avuto origine da animali acquatici
- questo sarebbe il dato di fatto più remoto -,
ma anche ogni singolo mammifero, ogni uomo,
ha trascorso nell' acqua la prima fase della propria esistenza, cioè
ha vissuto come embrione nel liquido amniotico nel grembo della
madre e con la nascita é uscito dall' acqua.
Non voglio affermare che il sognatore sappia questo;
sostengo, al contrario, che non occorre che lo sappia. C'é
un'altra cosa che il sognatore probabilmente sa perché gli
é stata detta nell' infanzia; e tuttavia
affermo che questa conoscenza non gli é
servita per formare il simbolo. Da piccolo gli si é
raccontato che la cicogna porta i bambini; ma dove
li prendeva? Dallo stagno, dal pozzo, quindi ancora una volta dall' acqua.
Uno dei miei pazienti cui da bambino era stata data questa
spiegazione - era figlio di un conte - scomparve
subito dopo per un intero pomeriggio. Alla fine lo si trovò
disteso sulla riva dello stagno del castello, il visino inclinato sullo
specchio d'acqua, a spiare attentamente se poteva scorgere
i bambini nel fondo dell' acqua. Nei miti della nascita dell' eroe che
Otto Rank ha sottoposto a uno studio comparativo - il più
antico é quello del re Sargon
di Agade, intorno al 2800 avanti Cristo, - l' abbandono nell'
acqua e il salvataggio dall' acqua hanno una parte predominante.
Rank ha mostrato che queste sono raffigurazioni della nascita,
analoghe a quelle consuete nel sogno. Quando in sogno si salva
una persona dall' acqua, ci si rende madre
di quella persona, o madre in genere; nel mito una persona
che salva un bambino dall' acqua riconosce di essere
la vera madre del bambino. In un noto aneddoto scherzoso si
chiede a un intelligente ragazzo ebreo chi fosse la madre di Mosé
. "La principessa", risponde senza esitare. "Ma no, - gli si ribatte,
- lei lo ha soltanto tratto fuori dall' acqua". "Questo
é quello che dice LEI", replica il ragazzo, dimostrando
così di aver trovato la giusta interpretazione del mito. In
sogno, partire significa morire. C'é
l' usanza di dire al bambino, che s'informa dove sia
un morto di cui sente la mancanza, che é "partito".
Anche qui, vorrei contestare la credenza che il simbolo onirico abbia
origine da questo espediente verbale che si usa col bambino.
Il poeta si serve della stessa relazione
simbolica quando parla dell' aldilà come di un "paese
non ancora scoperto dal cui confine nessun
viaggiatore ('no traveller') ritorna'' [Shakespeare, Amleto, atto
3, scena 1]. Anche nella vita di ogni giorno é per noi del
tutto comune parlare dell'ultimo viaggio". Ogni conoscitore
degli antichi riti sa quanto seriamente venisse presa, ad esempio
nella religione dell' antico Egitto, la rappresentazione di un viaggio
nel paese della morte. Ci sono rimasti
conservati molti esemplari del "Libro dei morti",
che veniva dato alla mummia come se fosse un Baedeker
per il suo viaggio. Da quando i luoghi di
sepoltura sono stati separati da quelli di abitazione,
anche l' ultimo viaggio del defunto é
diventato una realtà . Nemmeno il simbolismo genitale é
qualcosa di esclusiva pertinenza del sogno. Ognuno di voi
sarà stato almeno una volta
tanto scortese da chiamare una donna "vecchia ciabatta",
forse senza sapere di servirsi in tal modo di un simbolo genitale.
Nel Nuovo Testamento, la donna é "un fragile vaso".
Le sacre Scritture degli ebrei, nel loro stile
così vicino alla poesia, sono piene di espressioni
simboliche sessuali, che non sempre
sono state comprese esattamente e la cui esegesi
(per esempio nel caso del "Cantico dei cantici") ha condotto
a parecchi fraintendimenti. Nella letteratura ebraica
più tarda, la rappresentazione della donna come casa,
ove la porta sta per l' orifizio genitale, é molto diffusa.
L'uomo si lamenta, per esempio, nel caso di
mancata verginità , di aver trovato "la porta aperta". Anche
il simbolo di tavola per donna é noto a questa letteratura.
La moglie dice del marito: "Gli preparai la tavola, ma egli
la capovolse". I bambini storpi dovrebbero la loro origine al fatto che
l' uomo "capovolge la tavola" (2). Che
anche le navi abbiano nel sogno il significato di donne ci é
reso credibile dagli etimologi, i quali affermano che
"Schiff" [nave] é stato originariamente il nome di un
recipiente d'argilla ed é la stessa parola di "Schaff"
[mastello, in dialetto]. Il fatto che il
forno sia una donna e un grembo materno ci viene confermato
dalla leggenda greca di Periandro di Corinto e di sua moglie
Melissa: allorché , secondo il racconto
di Erodoto, il tiranno evocò l' ombra della consorte
ardentemente amata, ma da lui uccisa per gelosia, al fine di avere
da lei una informazione, la morta si diede a
conoscere con l' affermazione che egli "aveva gettato i pani nel
forno freddo", alludendo oscuramente a un fatto che non
poteva essere noto ad altri.
Nella rivista "Anthropophyteia", diretta
da F. S. Krauss, una
fonte insostituibile per tutto quanto riguarda la vita
sessuale dei popoli, leggiamo che in una certa regione tedesca di
una donna che si é sgravata si dice: "le é
crollato il forno". La preparazione del fuoco e tutto ciò
che con esso é in rapporto sono intimamente intessuti
di simbolismo sessuale. La fiamma é sempre un genitale
maschile e il posto dove arde il fuoco, il focolare,
un grembo femminile. Se, com'è probabile,
il fatto che nel sogno vengono impiegati tanto spesso paesaggi
per rappresentare il genitale femminile ha destato il
vostro stupore, lasciatevi dire dagli studiosi
di mitologia quale parte abbia avuto la Madre Terra nelle credenze
e nei culti dei tempi antichi, e come
questo simbolismo abbia determinato la concezione dell'
agricoltura. Che la stanza ("Zimmer")
rappresenti in sogno una donna, sarete
inclini a dedurlo dall' uso della lingua tedesca che, al
posto di "Frau" ammette di dire "Frauenzimmer",
ossia fa in modo che la persona umana sia rappresentata dal locale a essa
destinato. Analogamente, noi parliamo della ''Sublime Porta", intendendo
con ciò riferirci al Sultano e al suo governo; anche il nome
del sovrano dell' antico Egitto, Faraone, non significava
altro che "grande cortile" (nell' antico Oriente i cortili
tra le doppie porte della città erano
luoghi di incontro, come nel mondo classico le piazze del mercato).
Tuttavia io penso che questa derivazione sia troppo
superficiale: mi sembra più verosimile che la stanza sia diventata
simbolo della donna in quanto spazio racchiudente l' essere umano.
La casa ci é già nota sotto questo significato;
dalla mitologia e dallo stile poetico possiamo aggiungere,
come ulteriori simboli della donna, CITTA', ROCCAFORTE, CASTELLO, FORTEZZA.
La questione sarebbe facilmente risolvibile sulla
base dei sogni di quelle persone che non parlano il tedesco e
non lo comprendono. Negli ultimi anni ho curato prevalentemente
pazienti di lingua straniera e credo di ricordarmi
che anche nei loro sogni "stanza" significava
"donna" benché la loro lingua non comportasse un
uso analogo al nostro. Abbiamo ancora altri indizi che
la relazione simbolica può esorbitare dai confini
linguistici, ciò che del resto aveva
già affermato il vecchio studioso di sogni Schubert. Nessuno
dei miei sognatori, tuttavia, ignorava completamente
il tedesco, così che devo lasciare ogni decisione in
merito a quegli psicoanalisti che in altri paesi possono
raccogliere dati su persone che parlano una sola lingua. Tra
le rappresentazioni simboliche del
genitale maschile, difficilmente ne troveremo una
che non ricorra nell' uso linguistico
scherzoso, volgare o poetico, specialmente dei poeti classici.
In questi ultimi casi però entrano in gioco non soltanto i
simboli che compaiono nel sogno ma anche altre raffigurazioni,
per esempio attrezzi per
svariate operazioni, l' aratro innanzitutto.
Del resto, con la rappresentazione simbolica della virilità
, ci avviciniamo a un campo molto esteso e assai discusso, da cui vogliamo
tenerci lontani per motivi di economia espositiva. Ancora alcune
osservazioni vorrei dedicare al solo simbolo del 3 che esula in un certo
senso da questa categoria. Se questo numero debba eventualmente
a questa relazione simbolica il suo carattere sacro, é
una questione ancora aperta. Sembra però accertato
che parecchie cose tripartite che compaiono in natura, per esempio
il trifoglio, derivano da questo significato
simbolico il loro impiego in stemmi ed emblemi. Anche
il cosiddetto giglio francese tripartito e il singolare stemma di due
isole così lontane tra loro come
la Sicilia e l' isola di Man, il "triscele" (tre gambe semipiegate
che si dipartono da un comune centro), sembrano essere solo stilizzazioni
del genitale maschile. Nell' antichità le effigi del
membro maschile erano ritenute i
più potenti mezzi apotropaici, cioè
di difesa contro gli influssi malefici, e con ciò si
connette il fatto che gli amuleti portafortuna del nostro tempo
sono nell' insieme facilmente riconoscibili come
simboli genitali o sessuali. Consideriamo una raccolta di cose del genere,
portate ad esempio in forma di piccoli ciondoli
d'argento: un quadrifoglio, un maiale, un fungo, un ferro di
cavallo, una scala a pioli, uno spazzacamino. Il quadrifoglio
é subentrato al posto del trifoglio, che
sarebbe simbolo più adatto; il maiale é
un antico simbolo di fecondità ; il fungo é un
indubbio simbolo del pene, ci sono funghi
che debbono il loro nome sistematico alla loro inconfondibile somiglianza
con il membro maschile ("phallus impudicus"); il ferro
di cavallo ripete il contorno dell' orifizio genitale femminile.
Infine lo spazzacamino, che porta la scala, rientra in
questa compagnia perché fa una cosa alla quale viene
volgarmente paragonato il rapporto sessuale (vedi
1a rivista "Anthropophiteia"): nel sogno abbiamo incontrato la sua
scala come simbolo sessuale e su questo punto ci soccorre l' uso
linguistico, il quale ci mostra come la parola "steigen"
[salire, montare] abbia un significato squisitamente sessuale.
Si dice: "den Frauen nachsteigen" [correr dietro (letteralmente:
salire, montare dietro) alle donne] e "ein alter
Steiger" [un vecchio donnaiolo, letteralmente: 'montatore']. Nella
lingua francese nella quale il gradino si chiama la
"marche", troviamo l' esatto analogo di quest'ultima
espressione: "un vieux marcheur". Verosimilmente qui c'entra
l fatto che l' atto sessuale di molti
grandi animali presuppone il salire, il "montare" sulla femmina. Lo
strappare un ramo, quale raffigurazione
simbolica dell' onanismo, non solo
concorda con designazioni volgari dell' atto onanistico
["strapparsene uno"], ma si presta altresì ad ampi paralleli
mitologici. Particolarmente degna di nota perché
trova un riscontro nell' etnologia, cosa che probabilmente é
nota a pochissimi sognatori - é però
la raffigurazione dell' onanismo o meglio della sua punizione, l'
evirazione, mediante la caduta o l' estrazione
di denti. Mi sembra fuori di
dubbio che la circoncisione, in uso presso tanti popoli,
sia un equivalente e una sostituzione dell' evirazione;
e ora ci viene riferito che in Australia certe stirpi primitive praticano
la circoncisione come rito della pubertà (per
festeggiare la raggiunta maturità sessuale dei giovani),
mentre altre stirpi, confinanti, hanno sostituito questo atto
con l' estrazione di un dente. Con questi esempi termino la mia esposizione.
Sono soltanto degli esempi; ne sappiamo di
più su questo argomento, e potete
immaginare quanto più ricca e
interessante riuscirebbe una raccolta di
questo genere che non fosse fatta da dilettanti come noi, ma
da veri specialisti in mitologia,
antropologia, linguistica e folklore.
Ci preme trarre alcune
conclusioni, che non possono essere esaurienti,
ma che ci daranno molto da pensare. Per prima cosa ci troviamo
dinanzi al dato di fatto che il sognatore
ha a disposizione una forma di espressione simbolica che nella
veglia non conosce e non riconosce.
Ciò é davvero stupefacente;
é come se scopriste che la vostra cameriera capisce il
sanscrito, benché sappiate che é nata in
un villaggio boemo e non lo ha mai appreso. Non é facile
venire a capo di questo dato sicuro per mezzo delle nostre
concezioni psicologiche. Possiamo soltanto dire che nel sognatore
la conoscenza del simbolismo é inconscia,
appartiene alla sua vita intellettuale inconscia.
Nemmeno questa supposizione però ci soddisfa.
Fin qui é stato necessario solo ammettere
aspirazioni inconsce, aspirazioni di cui temporaneamente o
permanentemente non si sa nulla. Ora però si tratta
di qualcosa di più , addirittura di conoscenze inconsce, di
connessioni mentali, di comparazioni fra oggetti differenti,
che fanno sì che un oggetto possa invariabilmente prendere
il posto di un altro. Queste comparazioni non vengono fatte
ogni volta ex novo, ma sono già predisposte,
sono pronte una volta per tutte; ciò risulta infatti dalla
loro concordanza in persone diverse, concordanza
che esiste forse anche malgrado le
diversità di lingua. Da dove dovrebbe
provenire la conoscenza di queste relazioni
simboliche? L'uso linguistico non ne copre
che una piccola parte. I molteplici paralleli da altri campi sono perlopiù
sconosciuti al sognatore; noi stessi ci siamo dovuti sottoporre a
un paziente lavoro per raccoglierli. In secondo luogo, queste relazioni
simboliche non contengono in sé nulla di peculiare al sognatore
o al lavoro onirico attraverso cui giungono a espressione.
Come abbiamo visto, dello stesso simbolismo
si servono miti e favole, il popolo nei suoi detti e
nelle sue canzoni, l' uso linguistico colloquiale
e la fantasia poetica. Quello del simbolismo é
un ambito straordinariamente vasto di cui
il simbolismo onirico costituisce solo una piccola parte: non
é nemmeno opportuno affrontare l'
intero problema partendo dal sogno. Molti dei simboli usuali altrove
non compaiono nel sogno o compaiono solo raramente; alcuni
dei simboli onirici non si ritrovano in tutti gli altri campi ma,
come avete visto, solo qua e là .
Si ha l' impressione di essere in presenza di una forma di espressione
antica e tramontata, di cui parecchi elementi si sono conservati in ambiti
diversi, uno solo qua, l' altro solo là , un
terzo magari in più di un ambito con forme
leggermente modificate. Mi viene qui da pensare alla fantasia
di un malato mentale molto interessante, il quale aveva
immaginato una "lingua fondamentale" della quale tutti
questi rapporti simbolici sarebbero stati i residui.
In terzo luogo, deve colpirvi il fatto che negli altri campi
che ho menzionato il simbolismo non é
affatto soltanto sessuale, mentre invece
nel sogno i simboli vengono impiegati
quasi esclusivamente per portare a significazione oggetti e
relazioni sessuali. Anche questo non é
facilmente spiegabile. Forse che simboli di significato
originariamente sessuale sarebbero in seguito stati
utilizzati diversamente, e con ciò sarebbe magari connessa
l' attenuazione della raffigurazione simbolica e la sua
trasformazione in una raffigurazione di tipo diverso? Non si
può evidentemente rispondere a questi
interrogativi se ci si é occupati
solo del simbolismo onirico. L'unica cosa che si può fare
é attenersi all' ipotesi che tra
i simboli veri e propri e la sessualità esista una relazione
particolarmente intima. Un'importante indicazione ci é stata
data a questo riguardo negli ultimi anni. Un glottologo,
Hans Sperber di Uppsala, che lavora indipendentemente dalla psicoanalisi,
ha avanzato la tesi che nell' origine e
nel successivo sviluppo del linguaggio, la parte più
grande l' abbiano avuta i bisogni sessuali. I suoni linguistici servirono
inizialmente alla comunicazione sessuale e al richiamo del
compagno; l' ulteriore evoluzione delle radici linguistiche si sarebbe
avuta con l' attività lavorativa degli uomini
primitivi. Questi lavori sarebbero
stati svolti collettivamente e accompagnati
da espressioni verbali ritmicamente ripetute. Con ciò sarebbe
stato trasferito sul lavoro un interesse sessuale. L'uomo primitivo
si sarebbe, per così dire, reso accettabile il
lavoro trattandolo come un equivalente e come un sostituto dell'
attività sessuale. La parola pronunciata durante
il lavoro comune avrebbe avuto così due significati: avrebbe
designato l' attività sessuale e al tempo stesso
l' attività lavorativa a quella equiparata. Con il tempo
la parola si sarebbe svincolata dal significato sessuale e
fissata a quel determinato lavoro. La
stessa cosa sarebbe accaduta, alcune generazioni più tardi,
con una nuova parola, che aveva significato sessuale
e che sarebbe stata applicata a un nuovo genere di lavoro.
In tal modo si sarebbe formato un gran numero di
radici linguistiche, che erano tutte di provenienza sessuale
e che avrebbero abbandonato il loro significato sessuale. Se l' esposizione
qui abbozzata é corretta, si dischiude certamente per noi
una possibilità di comprendere il
simbolismo onirico. Comprenderemmo perché
nel sogno, il quale conserva qualcosa di queste antichissime
condizioni, esista una così straordinaria
quantità di simboli riguardanti ciò
che é sessuale, perché in generale le armi
e gli strumenti stiano sempre per ciò
che é maschile e i materiali e le cose lavorate per
ciò che é femminile. La relazione
simbolica sarebbe il residuo dell' antica identità
verbale; cose che venivano una volta chiamate nel medesimo
modo del genitale, possono ora comparire nel sogno come suoi simboli. Dai
paralleli che abbiamo scoperto per il simbolismo onirico si
può anche ricavare una valutazione
su quel carattere della psicoanalisi che le ha consentito
di attrarre l' interesse generale come né la psicologia né
la psichiatria sono riuscite a fare. Nel corso del lavoro
psicoanalitico si stabiliscono rapporti con numerosissime
altre discipline; ebbene, esplorando questi rapporti si ottengono
preziosissimi chiarimenti: sono i rapporti con la mitologia,
con la linguistica, con il folklore, con la psicologia sociale
e con la filosofia della religione. Non vi
stupirete quindi che sul terreno psicoanalitico
sia nata una rivista, "Imago", fondata nel 1912 e diretta
da Hanns Sachs e Otto Rank, la quale si é
posta il compito esclusivo di coltivare
questi rapporti. In essi la psicoanalisi ha essenzialmente la
parte di chi dà , raramente di chi riceve. Certo,
la psicoanalisi trae il vantaggio che, per il fatto di ritrovarli
in altri campi, gli esiti peregrini della sua indagine
ci diventano più familiari; ma, tutto sommato,
é essa a fornire i metodi tecnici e i punti
di vista la cui applicazione si dimostrerà feconda negli altri
campi. Grazie all' indagine psicoanalitica la vita psichica dell' individuo
singolo fornisce le delucidazioni atte a risolvere, o
almeno a mettere in giusta luce, parecchi enigmi
che si presentano nelle grandi comunità umane. Non vi ho ancora
detto, del resto, a quali condizioni possiamo ottenere
la comprensione più profonda di quella supposta "lingua
fondamentale", e in quale campo essa si sia conservata
meglio. Finché ciò non vi é
noto, non potete neanche apprezzare tutta l' importanza dell' argomento.
Questo campo é infatti quello delle nevrosi,
e il suo materiale sono i
sintomi e le altre manifestazioni dei nevrotici, per
il cui chiarimento e trattamento é in effetti stata creata
la psicoanalisi. Il quarto punto di vista
cui voglio accennare ci riporta nuovamente
agli esordi e rientra nella via che ci siamo tracciati. Abbiamo detto
che se anche non esistesse la censura onirica, il sogno non sarebbe
facilmente intelligibile ai nostri occhi, poiché ci troveremmo
comunque di fronte al problema di tradurre
il linguaggio simbolico del sogno in quello
del nostro pensiero vigile. Il simbolismo é dunque un
secondo e indipendente fattore della deformazione onirica,
accanto alla censura onirica. Pare logico tuttavia supporre che alla
censura onirica faccia comodo servirsi del simbolismo,
dato che questo tende al suo stesso fine, alla stranezza e all' incomprensibilità
del sogno. Si vedrà tra poco se nell'
ulteriore studio del sogno ci imbatteremo in un
nuovo fattore che contribuisce alla deformazione onirica. Non vorrei
tuttavia abbandonare il tema del simbolismo onirico senza
menzionare ancora una volta il problema seguente: com'è
possibile che esso abbia incontrato una
così violenta resistenza da parte
delle persone colte, dal momento che la diffusione
dei simboli nel mito, nella religione, nell' arte e nel linguaggio
é assolutamente fuori discussione? Che di questo enigma sia
responsabile ancora una volta il rapporto con la sessualità ?
NOTA 1: A. SCHERNER. Das Leben des Traumes (Berlino 1861).
NOTA 2: Ricavo queste testimonianze da uno scritto di uno studioso di Brema: L. LEVY, "Die Sexual symbolik der Bibel und des Talmuds", Z. Sexualwiss., volume 1, 274 (1914).