Il sogno: 4a lezione
sogni infantili
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Sigmund Freud
PRIMA SERIE DI LEZIONI
Parte seconda
IL SOGNO
SOGNI INFANTILI
Signore e Signori, abbiamo la
sensazione di aver proceduto troppo rapidamente. Torniamo quindi
un passo indietro. Prima del nostro ultimo tentativo
di superare mediante la nostra tecnica
la difficoltà della deformazione onirica, ci eravamo
detti che la miglior cosa sarebbe stata di aggirarla attenendoci
a quei sogni - ammesso che ce ne siano - nei quali la deformazione
manchi o sia presente solo in scarsissima misura. Il seguire
questa via ci porta di nuovo lontano
dallo sviluppo storico delle nostre conoscenze
poiché in realtà fu solo
dopo aver applicato conseguentemente
la tecnica interpretativa e aver compiuto
l' analisi dei sogni deformati che ci si accorse dell' esistenza
di sogni esenti da deformazione. I sogni che cerchiamo
si trovano nei bambini. Essi sono brevi, chiari, coerenti,
facili da comprendere, inequivocabili, eppure sono indubbiamente
sogni. Non crediate però che tutti i sogni di bambini
siano di questa specie. La deformazione onirica comincia a manifestarsi
molto presto nell' infanzia e sono stati segnalati
sogni di bambini dai cinque agli otto anni che portano in sé
già tutti i caratteri dei sogni che si fanno più
tardi. Se però vi limitate all'
età che va dall' inizio dell' attività
psichica osservabile fino al quarto o quinto anno, raccoglierete
una serie di sogni dalle caratteristiche
che possono essere definite "infantili", e alcuni
della stessa specie potrete trovarli negli anni successivi dell'
infanzia. Invero, in particolari condizioni, anche in persone adulte
si verificano sogni che sono del tutto simili a
quelli tipicamente infantili. Da questi sogni di
bambini possiamo trarre con facilità
e sicurezza delucidazioni sulla natura del sogno
che, vogliamo sperare, si dimostreranno decisive e universalmente
valide. (1). Per la comprensione di questi
sogni non occorre alcuna analisi né l' applicazione
di alcuna tecnica. Non c'é bisogno
di interrogare il bambino che racconta il
suo sogno: Vi si deve aggiungere però una breve informazione
sulla vita del bambino. C'é sempre un'esperienza del giorno
prima che ci spiega il sogno. Il sogno é
la reazione della vita psichica nel
sonno a questa esperienza diurna. Ascoltiamo alcuni esempi, sui quali appoggiare
le nostre ulteriori conclusioni . ' a) Un bambino di 22 mesi, nel
fare gli auguri, deve offrire in dono un
cestino di ciliegie. Lo fa manifestamente
molto a malincuore, benché gli si prometta
che anche lui ne riceverà qualcuna.
Il mattino seguente racconta di aver sognato: "HE(R)MANN MANGIATO TUTTE
LE CILIEGIE". b) Una bambina di 3 anni e 3 mesi attraversa per la prima
volta un lago. Al momento di scendere non
vuole lasciare la barca e si mette a piangere amaramente. Il tempo
della traversata le sembra essere passato troppo in fretta.
Il mattino seguente: "STANOTTE SONO STATA SUL LAGO". Per parte nostra
possiamo completare che verosimilmente quest'ultima traversata
é durata più a lungo. c) Un bambino di 5 anni
e 3 mesi viene portato in gita nella valle dell' Eschern, presso
Hallstatt. Egli aveva sentito dire che Hallstatt
si trova ai piedi del Dachstein. Per questa montagna
aveva dimostrato molto interesse. Dalla sua
casa ad Aussee si godeva una bella veduta del Dachstein e con il cannocchiale
vi si poteva scorgere il Rifugio Simony. Il bambino si era ripetutamente
sforzato di vederlo con il cannocchiale,
non si sa con quale risultato. La gita iniziò in
un'atmosfera festosa e piena di aspettative.
Ogni volta che appariva un nuovo rilievo, il bambino chiedeva: "E' il Dachstein,
questo?". Egli diveniva sempre più di cattivo umore
ogniqualvolta veniva risposto negativamente a questa domanda, poi
s'imbronciò del tutto e non volle seguirci per
un piccolo sentiero che portava alla cascata. Si pensò
che fosse stanco, ma il mattino dopo
raccontò tutto beato: "Stanotte ho sognato che SIAMO STATI
AL RIFUGIO SIMONY". Era dunque con questa aspettativa che
aveva preso parte alla gita. Quanto a dettagli, riferì
solo quello che aveva sentito dire in precedenza:
"Si salgono scalini per sei ore. Questi tre sogni possono bastare
a fornire tutti gli schiarimenti desiderati . 2. Come si vede, questi
sogni di bambini non sono privi di senso; sono ATTI PSICHICI INTELLIGIBILI,
PIENAMENTE VALIDI. Ricordatevi di ciò che vi ho presentato
come il giudizio medico sul sogno, della
similitudine delle dita ignare di musica che scorrono sui tasti
del pianoforte. Vi renderete conto
che questi sogni infantili si oppongono nettamente a tale concezione.
Sarebbe però fin troppo strano se proprio
il bambino fornisse nel sonno prestazioni psichiche
complete allorché l' adulto nello stesso caso si accontenta
di reazioni a sobbalzi. Tra i due, abbiamo tutte le ragioni di attribuire
al bambino il sonno migliore e più profondo. 3. Questi
sogni sono esenti da deformazione onirica
e non necessitano quindi di alcun lavoro di interpretazione.
Qui sogno manifesto e sogno latente coincidono. LA DEFORMAZIONE ONIRICA
NON APPARTIENE DUNQUE ALL'ESSENZA DEL SOGNO.
Suppongo che ciò vi toglierà un peso dal
cuore. Ma, da una più attenta considerazione, anche a questi
sogni accorderemo un briciolo di deformazione
onirica, una certa differenza tra il contenuto onirico manifesto e i pensieri
onirici latenti. 4. Il sogno infantile é la reazione
a un'esperienza diurna che ha lasciato dietro di sé un rammarico,
una nostalgia, un desiderio irrisolto. IL SOGNO
RECA L'APPAGAMENTO DIRETTO, SCOPERTO, DI QUESTO DESIDERIO.
Pensate ora alle nostre discussioni sul ruolo degli stimoli
corporei esterni o interni quali perturbatori del sonno e promotori
del sogno: a questo riguardo eravamo venuti a conoscenza
di fatti assolutamente certi, in grado, tuttavia, di
spiegarci solo un piccolo numero di sogni.
In questi sogni infantili non vi é nulla che accenni
all' influenza di tali stimoli somatici; non possiamo sbagliarci
in questo, poiché i sogni sono pienamente intelligibili
e facilmente afferrabili nel loro insieme.
Ma non per questo siamo costretti a rinunciare a una loro etiologia da
stimoli: ci tocca solo chiederci perché , all' inizio, abbiamo
dimenticato che, oltre a quelli somatici, ci sono anche
stimoli psichici che disturbano il sonno. Eppure sappiamo che
la responsabilità di perturbare il sonno dell' adulto, impedendogli
di attuare in sé la condizione psichica necessaria per addormentarsi,
ossia il ritiro dell' interesse dal mondo, va attribuita perlopiù
a eccitamenti di questo genere. L'adulto non vorrebbe interrompere
la vita, anzi preferirebbe continuare a lavorare alle cose che lo
interessano: perciò non si addormenta. Per il bambino
un simile stimolo psichico perturbatore del
sonno é dunque il desiderio irrisolto, al quale egli
reagisce con il sogno. 5. Di qui otteniamo per la via
più breve schiarimenti sulla funzione del
sogno. Come reazione allo stimolo psichico, il sogno deve avere il
valore di una liquidazione di questo stimolo, così
che esso venga eliminato e il sonno possa continuare.
Sul piano dinamico non sappiamo ancora come questa liquidazione
per mezzo del sogno sia resa possibile, ma notiamo già
che IL SOGNO NON E' IL PERTURBATORE DEL SONNO, come lo si descrive,
BENSI' IL CUSTODE DEL SONNO, CIO' CHE ELIMINA
LE PERTURBAZIONI DEL SONNO. Noi diciamo che avremmo dormito
meglio se non ci fosse stato il sogno, ma abbiamo torto; in realtà
, senza l' aiuto del sogno non avremmo dormito affatto. E'
merito suo se abbiamo dormito così bene. Esso non ha
potuto evitare di disturbarci un po',
così come il guardiano notturno spesso
non può non fare qualche rumore mentre scaccia i disturbatori
della quiete che vogliono svegliarci col loro fracasso.
6. Suscitatore del sogno é un desiderio,
contenuto del sogno é l' appagamento di questo
desiderio: ecco uno dei caratteri fondamentali
del sogno. L'altro carattere, non meno costante, é
che il sogno non esprime semplicemente un pensiero, ma rappresenta questo
desiderio come appagato in
forma di esperienza allucinatoria. "VORREI
ANDARE SUL LAGO", é il desiderio
che suscita il sogno; il sogno stesso ha come contenuto:
"VADO SUL LAGO". Anche in questi semplici sogni di bambini
sussiste quindi una differenza tra sogno latente
e sogno manifesto, una deformazione
del pensiero onirico latente: LA TRASPOSIZIONE DEL PENSIERO
IN ESPERIENZA VISSUTA. Nell' interpretazione del sogno si deve
anzitutto far recedere questa alterazione. Se ciò
dovesse risultare un carattere generalissimo del
sogno, il frammento onirico riferito più
sopra: "VEDO MIO FRATELLO IN UNO STIPO" non sarebbe dunque
da tradurre "mio fratello é
stipato in ristrettezze", ma "vorrei che
mio fratello si stipasse, mio fratello deve fare economia".
Dei due caratteri generali del sogno qui menzionati, il secondo ha
evidentemente maggiori prospettive del primo di
venir ammesso senza obiezioni. Solo attraverso
indagini molto estese potremo stabilire se suscitatore del
sogno debba sempre essere un desiderio, e non possa essere invece
anche una preoccupazione, un proposito o un rimprovero;
questo non intaccherà però l' altro carattere,
cioè che il sogno non riproduce semplicemente questo stimolo,
ma l' abolisce, l' elimina, lo liquida per mezzo di una sorta di esperienza
vissuta. 7. In correlazione con questi caratteri
del sogno possiamo riprendere nuovamente anche il confronto
del sogno con l' atto mancato. In quest'ultimo distinguemmo
una tendenza perturbatrice e una tendenza perturbata, fra le quali l' atto
mancato costituiva un compromesso. Nello stesso schema si inserisce
anche il sogno. In esso l' intenzione perturbata non può
essere che quella di dormire. Quella perturbatrice va
sostituita con lo stimolo psichico, ovverosia con
il desiderio che preme verso la propria risoluzione, giacché
finora non siamo venuti a conoscenza di nessun
altro stimolo psichico che disturbi il sonno. Anche
il sogno é il risultato di un
compromesso. Si dorme, eppure si esperisce
l' eliminazione di un desiderio; si soddisfa un
desiderio, ma intanto si continua a dormire. Entrambe
le intenzioni vengono in parte realizzate e in parte abbandonate. 8.
Ricorderete che in un'occasione precedente abbiamo sperato di ricavare
una via di accesso alla comprensione dei problemi del
sogno dal fatto che certe creazioni della fantasia, per noi molto
trasparenti, vengono chiamate "sogni a occhi aperti". Ora, questi
sogni a occhi aperti sono realmente appagamenti
di desideri, appagamenti di desideri ambiziosi ed erotici che ci
sono ben noti; essi però , seppure rappresentati in
modo vivido, sono pensati e mai vissuti in forma allucinatoria.
Dei due caratteri principali del sogno, quindi,
in questo caso viene mantenuto quello meno sicuro, mentre
l' altro, che dipende dallo stato di sonno e non é realizzabile
nella vita vigile, viene totalmente meno. Nell' uso linguistico
é dunque adombrato il fatto che l' appagamento
di un desiderio é uno dei caratteri principali
del sogno. Tra l' altro, se l' esperienza vissuta nel sogno
é solo un modo diverso di immaginare,
reso possibile dalle condizioni dello stato di sonno, quindi un "sognare
a occhi aperti notturno", già comprendiamo che il
processo di formazione del sogno può far
cessare lo stimolo notturno e apportare soddisfacimento, poiché
anche il sognare a occhi aperti é
un'attività congiunta a soddisfacimento ed é
solo per questa ragione che viene praticata. Non solo questo, ma anche
altri usi linguistici si esprimono nello stesso senso. Noti proverbi
dicono: "Il porco sogna le ghiande, l' oca il granturco"; oppure
chiedono: "Che cosa sogna il pollo? Il miglio". Il proverbio
si spinge dunque ancora più in là di noi, dal
bambino all' animale, e afferma che il contenuto del sogno é
il soddisfacimento di un bisogno. Tanti modi
di dire sembrano alludere alla stessa cosa,
per esempio: "bellissimo: un sogno", "non mi sarebbe venuto in mente neppure
in sogno", "non me lo sarei immaginato neppure
nei miei sogni più audaci". C'é qui una
palese presa di posizione dell' uso
linguistico. Ovviamente esistono anche sogni
angosciosi e sogni dal contenuto penoso o indifferente, ma
non hanno ispirato l' uso linguistico. Questo conosce
sogni "brutti", ma il sogno puro e semplice é
per esso solo il dolce appagamento di un desiderio. Né
c'é alcun proverbio che ci assicuri che il porco o l' oca
sognino di venir macellati. Naturalmente sarebbe inconcepibile che il carattere
di appagamento di desiderio del sogno non fosse stato notato dagli
autori che si sono occupati del sogno. Ciò , al contrario, é
avvenuto spesso, ma a nessuno di costoro
é venuto in mente di riconoscere questo carattere
come generale e di prenderlo come cardine
per la spiegazione del sogno. Possiamo
senz'altro immaginare - e approfondiremo anche
questo punto - che cosa possa
averli trattenuti. Ma guardate ora che congerie
di spiegazioni abbiamo ricavato dall' esame dei sogni infantili,
e quasi senza fatica! La funzione del sogno quale custode del sonno;
la sua origine da due tendenze in conflitto, una delle quali,
l' esigenza di dormire, rimane costante, l' altra
aspira a soddisfare uno stimolo psichico; la dimostrazione
che il sogno é un atto psichico dotato di senso;
i suoi due caratteri principali: appagamento
di desiderio ed esperienza allucinatoria. E intanto ci siamo
quasi dimenticati che ci occupiamo di psicoanalisi. A parte il fatto
di riallacciarsi agli atti mancati, il nostro lavoro
non ha avuto alcuna impronta specifica. Qualsiasi psicologo
che non sapesse nulla delle premesse della psicoanalisi
avrebbe potuto dare questa spiegazione dei sogni infantili. Perché
non é stato fatto?
Se ci fossero solo sogni come quelli infantili, il problema sarebbe risolto, il nostro compito esaurito, e tutto ciò senza interrogare il sognatore, senza tirare in campo l' inconscio e senza ricorrere all' associazione libera. Ebbene, é qui che sta evidentemente il proseguimento del nostro compito. Abbiamo già ripetutamente sperimentato che certi caratteri, dati per universalmente validi, si sono poi confermati tali solo per un certo genere e numero di sogni. Si tratta quindi ora di vedere se i caratteri generali dedotti dai sogni infantili siano costanti, se valgano anche per quei sogni che non sono trasparenti, il cui contenuto manifesto non lascia intravedere alcun rapporto con un desiderio che risale al giorno prima. La nostra idea é che questi altri sogni abbiano subì to un'ampia deformazione e che perciò non possano essere valutati di primo acchito. Abbiamo anche il sospetto che per spiegare questa deformazione dovremo far ricorso alla tecnica psicoanalitica, di cui potremmo fare a meno ai fini della comprensione testé raggiunta dei sogni infantili. C'é , in ogni caso, un'altra categoria di sogni che non sono deformati e che come i sogni infantili si lasciano riconoscere facilmente come appagamenti di desideri. Sono quelli che vengono provocati durante tutta la vita dai bisogni imperativi del corpo- la fame, la sete, il bisogno sessuale, - che sono quindi appagamenti di desideri, in quanto reazioni a stimoli interni del corpo. Ho annotato, ad esempio, un sogno di una bambina di 19 mesi, il quale consisteva in un menu con l' aggiunta del proprio nome (ANNA F..., F.AGOLE, F.AGOLONI, F.ITTATA, PAPPA), come reazione a un giorno di digiuno a causa di una indigestione, indisposizione che era stata fatta risalire proprio al frutto che compare due volte nel sogno. Contemporaneamente anche la nonna, la cui età sommata a quella della nipotina toccava giusto i settanta, dovette digiunare per un giorno a causa dell' irrequietezza del suo rene mobile e nella stessa notte sognò di essere "invitata" e di vedersi presentare i migliori manicaretti. Osservazioni sui prigionieri cui viene fatta soffrire la fame e su persone che devono sopportare privazioni durante viaggi e spedizioni insegnano che in tali condizioni si sogna regolarmente il soddisfacimento di questi bisogni. Così Otto Nordenskjold riferisce sull' equipaggio che svernò con lui (2): "I nostri sogni, che mai furono più vividi e più numerosi di allora, erano molto significativi dal punto di vista del corso dei nostri pensieri più intimi. Persino certi nostri compagni che sognavano solo eccezionalmente, avevano ora lunghe storie da raccontare, quando al mattino ci scambiavamo le nostre esperienze di quel mondo fantastico. Si riferivano tutte al mondo esterno, lontanissimo da noi ma spesso adattato alla nostra situazione di quel momento (...) Del resto, mangiare e bere erano i punti centrali intorno ai quali più frequentemente giravano i nostri sogni. Uno di noi, che si era specializzato nell' arte di partecipare durante la notte a grandi banchetti, era felice quando poteva raccontare al mattino d'aver consumato un pranzo di tre portate, un altro sognava tabacco, intere montagne di tabacco; altri ancora la nave che avanzava a vele spiegate verso di noi sul mare aperto. Da ricordare anche questo sogno: il postino arriva con la posta e spiega a lungo la ragione del ritardo: ha sbagliato nel consegnarla e solo con molta fatica é riuscito a riaverla. Beninteso nei sogni ci occupavamo di cose anche più impossibili, ma in quasi tutti, sia miei che degli altri, ciò che colpiva era la mancanza di fantasia. Annotati, questi sogni sarebbero sicuramente di grande interesse psicologico. Si capirà facilmente quanto desiderassimo il sonno, dal momento che esso era in grado di appagare tutto ciò che ciascuno di noi desiderava più ardentemente". Cito ancora da Du Prel: "Durante un viaggio in Africa, Mungo Park, quasi morto di sete, sognava continuamente le valli e i prati irrigui della sua patria. Così Trenck, rinchiuso nella specola di Magdeburgo, tormentato dalla fame si vedeva circondato da piatti prelibati, e George Back, uno dei partecipanti alla prima spedizione di Franklin, prossimo a morir di fame per le terribili privazioni subì te, sognava sempre e regolarmente pasti abbondanti". Chi, consumando a cena cibi piccanti, si fa venir sete la notte, sogna poi spesso di bere. Naturalmente é impossibile eliminare mediante il sogno un bisogno piuttosto forte di mangiare o di bere; da tali sogni ci si sveglia assetati e si deve bere veramente. In questo caso la prestazione del sogno é irrilevante dal punto di vista pratico; non é tuttavia meno chiaro che fu fatto ricorso a essa allo scopo di preservare il sonno dallo stimolo che spinge al risveglio e all' azione. Quando l' intensità di questi bisogni é minore, i sogni di soddisfacimento aiutano spesso a vincerli. Analogamente, sotto l' influsso degli stimoli sessuali il sogno procura soddisfacimenti che presentano però particolarità degne di menzione. Poiché la pulsione sessuale ha la proprietà di dipendere dal suo oggetto di un grado in meno rispetto alla fame e alla sete, nel sogno di polluzione il soddisfacimento può essere reale e - in conseguenza di certe difficoltà , di cui faremo menzione più tardi, nel rapporto con l' oggetto - avviene particolarmente spesso che il soddisfacimento reale si associ nondimeno a un contenuto onirico indistinto o deformato. Questa peculiarità dei sogni di polluzione ne fa, come ha notato Otto Rank, oggetti propizi allo studio della deformazione onirica. D'altronde, tutti i sogni di adulti provocati da bisogni sono soliti contenere, oltre al soddisfacimento, anche qualcos'altro, che scaturisce da fonti di stimolazione puramente psichiche e che, per essere compreso, richiede l' interpretazione. Non vogliamo del resto affermare che i sogni di appagamento di desiderio degli adulti, foggiati secondo il modulo infantile, si presentano solo come reazioni ai suddetti bisogni imperativi. Conosciamo parimenti sogni brevi e chiari di questo tipo, sorti sotto l' influsso di certe situazioni dominanti, che muovono indubbiamente da fonti di stimolazione psichiche. Così , ad esempio, i sogni di impazienza, quando qualcuno ha fatto i preparativi per un viaggio, per uno spettacolo per lui importante, per una conferenza, per una visita e ora sogna in anticipo l' adempimento della sua aspettativa, si vede la notte prima dell' avvenimento giunto alla meta, a teatro, in conversazione con la persona che deve andare a trovare. Oppure i sogni chiamati, a ragione, "di comodità ", quando qualcuno che ama prolungare il sonno sogna che si é già alzato, che si lava o che si trova a scuola, mentre in realtà continua a dormire e quindi preferisce alzarsi in sogno invece che davvero. Il desiderio di dormire, di cui abbiamo riconosciuto l' invariabile concorso nella formazione del sogno, diventa palese in questi sogni e se ne mostra l' autore essenziale. Il bisogno di dormire si affianca a buon diritto agli altri grandi bisogni corporei. Vi mostro qui, nella riproduzione di un quadro di Schwind che si trova nella galleria Schack di Monaco, con quale esattezza il pittore abbia colto il sorgere di un sogno da una situazione dominante. E' il "Sogno di un prigioniero", il quale non può avere per contenuto nient'altro che la sua liberazione. Un tratto felice mostra che la fuga é sognata attraverso la finestra, perché attraverso la finestra é penetrato lo stimolo luminoso che mette fine al sonno del prigioniero. Gli gnomi l' uno sopra l' altro rappresentano senza dubbio le successive posizioni che egli stesso dovrebbe assumere nell' arrampicarsi all' altezza della finestra, e, se non erro, se non attribuisco con ciò all' artista troppa intenzionalità , lo gnomo che sta più in alto, quello che sega l' inferriata - ossia fa ciò che il prigioniero stesso vorrebbe fare - ha la stessa fisionomia di quest'ultimo . In tutti gli altri sogni, eccettuati quelli dei bambini e quelli di tipo infantile, l' ostacolo della deformazione onirica, come abbiamo detto, ci intralcia il cammino. A tutta prima non possiamo dire se siano anch'essi come supponiamo, appagamenti di desideri; dal loro contenuto manifesto non indoviniamo a quale stimolo psichico debbano la loro origine e non possiamo dimostrare che anch'essi si adoperano per scacciare o liquidare questo stimolo. Essi vanno interpretati (cioè tradotti), la loro deformazione va fatta recedere e il loro contenuto manifesto va sostituito con quello latente: solo in seguito a ciò potremo formarci un giudizio se ciò che abbiamo scoperto a proposito dei sogni infantili possa pretendere di esser considerato valido per tutti i sogni.
NOTA 1: O. NORDENSKJ÷LD, Antarctic: "Zwei Jahre in Schnee und Eis am Südpol" (Berlino 1904) volume 1, pagine 336 e seguenti.