una immagine sulla evoluzione, dalla scimmia all’uomo

L’evoluzionismo

una questione tornata “divisiva”

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introduzione

a volte ritornano

Le teorie evoluzioniste sostengono che le specie viventi che vediamo noi oggi non sono le stesse di sempre, ma hanno conosciuto appunto una evoluzione: nuove specie sono nate da precedenti, e altre si sono estinte.

Per l’origine di tali teorie si possono vedere, nella sezione di storia della filosofia, le pagine sull’evoluzionismo.

L'evoluzione non riguarda solo le specie naturali “infra-umane”, ma anche l'uomo. Ed è soprattutto a questo proposito che ci sono state in passato contrapposizioni tra un certo laicismo antireligioso che vedeva nell’evoluzione il grimaldello per scardinare i dogmi e affermare una visione materialistica della realtà, e chi, dal lato opposto, si opponeva all’evoluzionismo in nome di una interpretazione letteralistica del testo sacro (la Bibbia o il Corano).

Non tutti avevano sostenuto tale interpretazione anti-religiosa e materialistica: già nell’Ottocento, Herbert Spencer aveva affermato una compatibilità di esso con la fede in Dio.

Nel ’900, Teilhard de Chardin aveva compiuto un cospicuo lavoro per mostrare non solo una sua piena compatibilità, ma la preferibilità dell’evoluzionsimo dal punto di vista della fede cristiana.

La contrapposizione tra “laici” e “credenti” sul tema evoluzionismo sembrava definitivamente superata con le posizioni di Giovanni Paolo II, che aveva pienamente riabilitato la possibilità di accogliere l’evoluzione dentro una cornice cristiana.

Ma l’onda lunga del fondamentalismo letteralista di matrice protestante americana, insofferente di qualsiasi interpretazione del racconto del Genesi diversa da quella letterale, è giunta anche in Europa e non pochi cattolici sono tornati a guardare con astio alla possibilità dell’evoluzionismo, tornando a ritenerlo contrario alla fede.

Bisogna dire peraltro, che al fondamentalismo religioso ha fatto da contrappunto un non meno immotivato fondamentalismo laicista, che ha contribuito e contribuisce non poco ad alimentare il primo. Creando così un circolo vizioso in cui il pregiudizio e la sordità dominano la scena.

“opposti estremismi”

Semplificando molto, infatti, abbiamo che

  • il fondamentalismo laicista sostiene “se esiste l’evoluzione non può esistere Dio”.
  • Il fondamentalismo “religioso” rovescia l’assunto: “se esiste Dio, non può esistere l’evoluzionismo”.

Apparentemente diversi, condividono però un identico, falso presupposto: che Dio e l’evoluzione delle specie siano incompatibili, si escludano reciprocamente.

un sintesi possibile

Ma non è così: nulla infatti vieta di pensare che il Creatore della realtà abbia scelto di creare un mondo in evoluzione. E di non sprecare niente di quello che ha creato.

Per cui nulla vieta di pensare che non l’uomo nella sua interezza (anima+corpo), ma il corpo umano (solo il corpo), derivi “dalla scimmia”, derivi cioè da una evoluzione, voluta e guidata dal Creatore, di un ramo di primati.

Il corpo dei primi esseri umani può bene essere stato tratto da una evoluzione di primati, il cui corpo era sempre più simile a quello che poi sarebbe stato il corpo umano.

Ma l’anima non deriva dalla materia, non deriva dal corpo o dalla evoluzione del corpo. L’anima non “deriva dalla scimmia”, ma è creata direttamente da Dio, dal Mistero creatore del cielo e della terra.

Certo, il modo con cui ciò sia avvenuto, in dettaglio, è qualcosa che non si può pretendere qui di spiegare. Ma, in linea di principio non esiste incompatibilità.

Ne parlo in modo più diffuso in un mio breve testo divulgativo.

📚 Bibliografia essenziale

pagine sul tema evoluzione

🔜 to be continued ...

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