
il positivismo francese
una marcata vena anticlericale
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Tra gli esponenti del positivismo in Francia possiamo ricordare Littré, Renan e Taine.
Émile Littré
Émile Littré (1801/81) fu discepolo di Comte, massone e importante intellettuale e politico della Francia del suo tempo (membro dell'Accademia di Francia e senatore a vita); si interessò di medicina e di linguistica.
Sostenne che il vero Comte è quello della produzione “scientifica” (espressa nel Corso di filosofia positiva) e non quello della svolta “religiosa” (rintracciabile nel Sistema di politica positiva).
Fondò la Revue de Philosophie positive, importante organo di diffusione delle idee positivistiche.
Renan
Ernest Renan (1823/92), formatosi cattolicamente in un seminario, abbandonò poi la fede, ritenendola inconciliabile con la moderna scienza. Si dedicò alla storia delle religioni, scrivendo un Averroès et l'averroïsme (1852, in cui rivendica i meriti della laica scuola averroistica di Padova, contrapposta alla Scolastica, cattolica) e una Vie de Jésus (Vita di Gesù), del 1862, in cui la figura di Cristo, pur descritta come umanamente grande, è spogliata di ogni tratto divino.
Grande importanza diede in effetti alla filologia, come scienza a pieno titolo, scienza dell'umanità
, destinata a rivestire un ruolo decisivo nella spiegazione della realtà (ne parlò come di una scienza dell'avvenire
).
Hyppolite Taine
Hyppolite Taine (1828/93) si interessò di arte e letteratura e di storia; elaborò una estetica di orientamento naturalistico, in cui l'opera d'arte è esaurientemente prodotta dal contesto ambientale, storico e psicologico, senza che vi si possa ravvisare alcuna creatività libera dell'artista:
si può considerare l'uomo come un animale di specie superiore che produce filosofie e poemi un po' come i bachi da seta fanno i loro bozzoli e le api i loro alveari
Del resto non solo l'opera d'arte è spiegata in termini deterministico-naturalistici, ma l'intera vita umana: il vizio e la virtù sono prodotti come il vetriolo e lo zucchero
.
Alla radice di tutto stà un divino concepito panteisticamente, che si esprime in tutte le cose in modo necessario.