Forze politiche e aborto
una polarizzazaione controproducente
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Francesco Bertoldi
La destra
La destra radicale è in genere contraria a tutto ciò che può indebolire la (propria) razza. È vero che il nazismo era favorevole a eliminare tutti i soggetti malati, che potevano appunto indebolirla da un punto di vista qualitativo, ma prevale nella destra radicale il punto di vista quantitativo, per cui è bene che nascano più “nostri” possibile, così da poter sconfiggere le altre razze.
In questo senso, anche nella attuale destra radicale, populista e sovranista, una motivazione sotterranea fino a un certo punto, del resto. Ricordo che alla leader radicale storica, pro-aborto, Emma Bonino, che a un certo punto sosteneva il bisogno di “lasciar entrare” gli immigrati, veniva rinfacciato “non avremmo bisogno di migranti se avessi lasciato nascere i bambini italiani che invece hai fatto abortire”sotterranea e inconfessata contro l'aborto è sempre quella di non indebolire la razza, nel contesto di uno scontro mortale tra etnie (o comunque tra identità etnico-culturali concepite come mondi chiusi reciprocamente in lotta).
Oltre a questo, in una certa destra alberga un certo disprezzo per la gente povera, costretta a ricorrere all'interruzione della gravidanza appoggiandosi a strutture pubbliche. E ciò nel duplice senso che da un lato certa gente ricca, che vota a destra, può permettersi il lusso di abortire in cliniche private, al riparo da sguardi indiscreti, salvando le apparenze, in modo lindo e “pulito” (non come “gli straccioni”). D'altro lato essa non è nelle migliori condizioni per immedesimarsi in certi drammi tipici di gente più povera: pensiamo a una donna afroamericana, già madre di sei figli, con un marito violento e alcolista, che la costringe ad avere rapporti senza alcuna cautela. Una situazione del genere, che può portare a desiderare l'aborto, non incontra in certa destra radicale la benché minima simpatia. È fuori dal suo orizzonte mentale.
Che la destra radicale strumentalizzi l'aborto, ossia che la sua motivazione anti-aborto non sia il rispetto della vita umana, lo si può vedere anche dal fatto che in tale area, soprattutto negli Stati Uniti, predominano idee che fanno a pugni col rispetto per la vita, come:
- una ossessione per la massima liberalizzazione all'uso delle armi automatiche (che, appunto, servono a uccidere),
- una adesione talora cfr. Colin Crouch, Combattere la postdemocrazia, cap. 5entusiastica per la pena di morte,
- e non mancano l'odio e il disprezzo razziale, anche con la teorizzazione dell'uccisione di migranti che tentino di attraversare il confine (dal Messico agli Stati Uniti, dove in effetti molta gente perde la vita nel tentativo di entrare clandestinamente).
Questa palese strumentalizzazione politica appare oggi come uno dei principali ostacoli alla riapertura un serio dibattito sul tema aborto e sulla legislazione relativa.
La sinistra
La sinistra è prevalentemente orientata in senso pro-choice. Ci si può chiedere: come mai la sinistra, che in genere difende i deboli dalla prepotenza dei forti, in questo caso è contro quel debole che è l'embrione? È una domanda che si pone Gian Enrico Rusconi, che risponde poi così: nel caso dell'aborto non c'è solo e tanto l'embrione ad essere debole, ma anzitutto e soprattutto lo è la donna; questa infatti può trovarsi costretta a portare a termine la gravidanza perché assoggettata a un marito violento, o a un contesto bigotto, o ad altre forme di asservimento (in Che cosa resta dell'Occidente, 2012).
In realtà quella parte della sinistra che è pro-aborto in modo ideologico è per lo più malata di un approccio astratto alla realtà, che ne ottunde l'impatto e la avvolge in una ragnatela di astrazioni disincarnate. Ad esempio, in occasione dell'invasione dell'Ucraina 2022, non sono pochi gli esponenti di una sinistra ideologica, visceralmente nemica della democrazia economica e politica, che hanno mostrato un disgustoso cinismo nei confronti della aggressione russa, una insensibilità disumana verso le sofferenze atroci del popolo ucraino. Tutto si gioca a livello di idee, non lasciandosi interpellare dalla realtà. E qualcosa del genere capita anche in quella parte di sinistra che guarda all'aborto in modo ideologico.