una foto di Giovanni XXIII a mezzobusto

Giovanni XXIII

la svolta del “papa buono”

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👤 Cenni sulla vita

Di umili origini (la sua era una famiglia contadina della bassa bergamasca), Angelo Giuseppe Roncalli nasce nel 1881 a Sotto il Monte. Diventa sacerdote nel 1904, e già l’anno dopo diventa segretario personale del vescovo di Bergamo, Radini-Tedeschi.

Sul regime fascista egli ebbe, per lo più, un formalmente pacato, garbato (nel suo stile, umile e mai urlante), ma fermo giudizio negativo.

Nel 1925 fu nominato da papa Pio XI visitatore apostolico in Bulgaria, il che comportava anche il conferimento della dignità di vescovo. Nel ’34 fu fatto arcivescovo di «Mesembria, antica città della Bulgaria» ed ebbe «l'incarico di delegato apostolico in Turchia e in Grecia», come pure quello di amministratore apostolico «del Vicariato apostolico di Istanbul».

Durante la Seconda Guerra Mondiale, da Istanbul, si adoperò per aiutare gli 🕎 Ebrei perseguitati.

Nel 1944 fu nominato da papa Pio XII nunzio apostolico a Parigi, e lì, oltre a continuare ad adoperarsi per salvare Ebrei dai lager nazisti, fornendo anche falsi certificati di battesimo, riuscì ad evitare che il papa fosse costretto a rimuovere vescovi sgraditi al regime collaborazionista di Vichy.

Nel 1953 divenne Patriarca di Venezia. In tale veste egli attuò uno stile improntato a familiare bonomia, alieno dalla ingessata e aristocratica ieraticità che caratterizzava molto alto clero: come riportano certe fonti, egli parlava in dialetto coi gondolieri e la sede del patriarcato era aperta a visite anche da parte di persone “non importanti”, anche “l’ultimo degli straccioni” poteva andare a parlargli e a confessarsi da lui.

Nel 1958, il 28 ottobre, fu scelto dal Conclave come successore di papa Pacelli, e divenne così papa Giovanni XXIII. Tra gli atti più importanti del suo Pontificato ci fu l’indizione di un nuovo Concilio Ecumenico, il “Vaticano II”.

il suo stile

un “papa buono”

Prima ancora che attraverso le parole e i documenti, papa Giovanni rivoluzionò il modo di porsi del clero, attraverso gli atti e lo stile della sua concreta persona: il suo modo di comunicare era improntato a semplicità e a benevola familiarità.

Tra il papa e i fedeli, insomma, non doveva più sussistere quel fossato che in precedenza si era creato, come se il papa (ma poi un po’ tutto il clero) fossero su un piedistallo inarrivabile. Il papa (e gli ecclesiastici) sono anzitutto uomini, come tutti gli altri. La loro differenza è data dalla Grazia di Dio, ma di un Dio che si è fatto Uomo e ha condiviso fino in fondo, con semplicità, senza aristocratici steccati, la quotidianità delle vita di tutti.

Significativo, oltre il già accennato stile come patriarca di Venezia, fu il suo rivolgersi anche “a braccio” ai fedeli, come nel celebre discorso della Luna, che si riporta qui sotto.

le linee guida del suo pontificato

il Concilio

L’atto senza dubbio più importante del suo pontificato fu l’indizione del Concilio Vaticano II, destinato a incidere profondamente sulla Chiesa e sul suo rapporto col “mondo” e con le altre confessioni cristiane (e le “altre religioni”).

E il Concilio, di cui pure papa Roncalli non vide la conclusione (si sarebbe concluso sotto Paolo VI) si mosse sostanzialmente nella linea tracciata da Giovanni XXIII: la riscoperta della identità cristiana e la conseguente “apertura” all’alterità (laici e non-cristiani). Ad esso perciò si rimanda.

le encicliche

Ma importanti furono anche le sue encicliche, le più famose delle quali furono la:

  • Mater et magistra, del 1961, 70° anniversario della Rerum Novarum, sulla dottrina sociale della Chiesa, e la
  • Pacem in terris, sui rapporti tra gli Stati e negli Stati.

Nella prima, papa Giovanni « individuava nel sottosviluppo e nei suoi rapporti con il mondo industrializzato “il problema dell'epoca moderna”. La proclamazione dei rischi neocolonialistici, il senso della pari dignità di tutti i popoli, l'idea dell'interdipendenza come connotato della storia mondiale, la denuncia dello scandalo della corsa agli armamenti e dello scarto tra le “forze gigantesche messe a disposizione dalla tecnica" e il loro utilizzo per fini disumani» (Enc. Treccani).

Nella seconda, indirizzata, per la prima volta, «a tutti gli uomini di buona volontà» (e non solo al clero o ai cattolici, come in precedenza accadeva) si ricorda che la pace è possibile, tra le parti (persone, i gruppi e Stati), ma a patto che le parti riconoscano ciò che sta al di sopra di loro, e le accomuna, un “bene comune universale”, oggettivo.

📖 Testi on-line

📚 Bibliografia essenziale

🎬 Filmografìa

  • Ermanno Olmi, E venne un uomo( compra su amazon) 1965 (Un eccellente film sulla vita di papa Giovanni XXIII, di Ermanno Olmi, conterraneo del regista bergamasco).

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