
Il positivismo
il sogno di una scienza onnisciente
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in generale
l’esaltazione della scienza
Il positivismo è una impostazione filosofica che vede nella scienza l'unico sapere valido (solo la scienza, cioè, conosce la realtà), e quindi tutto quello che la filosofia può fare è solo riflettere sui dati delle scienze, ma senza poter raggiungere direttamente la realtà.
E non solo la scienza viene vista come l'unico sapere valido, ma le viene pure attribuita la capacità di risolvere, almeno potenzialmente, qualsiasi problema.
... e della tecnica
che dalla scienza è resa possibile
di tutti i problemi
A tale unilaterale esaltazione del ruolo della scienza si accompagna anche una corrispondente esaltazione della capacità tecnica conseguente: grazie alla scienza, la tecnica consentirà la soluzione di tutti i problemi umani, e darà luogo a una società perfetta dove finalmente l'ignoranza e il male, in tutte le sue forme, saranno pienamente e definitivamente sconfitti.
positivismo e illuminismo
Anzitutto va precisato che né l'uno né l'altro sono stati dei fenomeni culturali unitari, anche se quello che si chiama positivismo ha avuto, almeno all'interno delle varie nazioni in cui si è sviluppato, una certa omogeneità. Un qualche confronto è comunque legittimo.
analogie
Tra le principali analogie possiamo porre:
- una accentuata fiducia nella capacità della ragione, vista da molti illuministi e da molti positivisti come esaustiva e totalizzante;
- un tendenziale rigetto tanto della metafisica quanto della fede;
differenze
Le differenze riguardano una diversa valutazione del ruolo della filosofia, maggiore per gli illuministi, minore per i positivisti, per quali essa si riduce a riflessione sulle scienze, senza un vero oggetto proprio.
Solo in apparente contrasto con questa differenza sta una ulteriore differenza, di cui parliamo tra poco, confrontando il positivismo con il Romanticismo.
positivismo e romanticismo
Nonostante le immediatamente percepibili, grandi differenze tra una cultura, quella romantica, amante della penombra magico-fantastica, e l'altra, il positivismo, che pretendeva di illuminare a giorno, grazie alla scienza, ogni remoto angolo della realtà, ci sono delle sotterranee analogie anche tra tali due impostazioni.
Il effetti il Positivismo, in modo più evidente in Comte, ma in maniera diversa anche negli altri suoi esponenti, ha in sé una pretesa totalizzante e una sorta di volontà di infinitizzazione, che era estranea all'Illuminismo e invece fortemente presente nel Romanticismo.
Come è potuto accadere un connubio tra il rifiuto della capacità della filosofia di avere un proprio oggetto, a favore della esclusività di accesso al reale da parte della scienza, e l'attribuzione alla medesima filosofia del, non piccolo, compito di annunciare (e gestire) l'ingresso dell'umanità nel beato Regno di una Scienza divina e divinizzatrice? Lo si vede ad esempio in Comte: questo compito di infinitizzazione non è più nell'ordine di una constatazione di realtà, ma in quello di un progetto, tutto poggiante, in ultima analisi, sulla volontà demiurgica dell'Umanità.
inizio e diramazioni
Fondatore del positivismo fu Auguste Comte. Filosofie di indirizzo positivistico si svilupparono in Francia, Germania e Italia. Il positivismo in Inghilterra fa storia a sé.