l'errore satanocratico
secondo Maritain
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Jacques Maritain
«Conviene segnalare anzitutto tre errori tipici. Menzioneremo in primo luogo un errore che esisteva allo stato di tendenza in certi estremisti dei primi secoli cristiani. Esso consiste nel fare del mondo e della città terrena puramente e semplicemente il regno di Satana, il dominio soltanto del diavolo. La loro storia è interamente diretta in senso inverso a quella della Chiesa e va al regno di perdizione. È ciò che potrebbe essere chiamato una concezione satanocratica del mondo e della città politica.
Questa concezione ha preso una certa forza dottrinale al tempo della Riforma protestante. Oggi tende a ricomparire, con una elaborazione teologica molto sfumata che ne attenua, [p.145] finché è possibile, gli eccessi, presso i teologi protestanti della scuola di Barth. La quale scuola, a dire il vero, torna in ultima analisi a pensare che il mondo non è salvato, così come l'uomo non è intrinsecamente giustificato; torna insomma a considerare la natura e le sue strutture esterne come abbandonate da Dio al Principato del diavolo, contro il quale noi non possiamo che portare testimonianza nel seno della perdizione.
Un certo naturalismo o razionalismo cattolico (penso, ad esempio, a Machiavelli o a Cartesio), mette capo allo stesso risultato per una via diversa, la via del separatismo, della scissione tra la natura e la grazia. La natura appare allora come un mondo assolutamente chiuso, abbandonato di conseguenza alle sue sole forze.
Nei due casi, si rifiuta al mondo la sua destinazione alla Grazia e all'avvento del regno di Dio. Si restringe la Redenzione all'impero invisibile delle anime e all'ordine morale. Sarebbe questo l'estremo errore della cristianità occidentale (quando perde il senso cattolico); errore condannato dalla formula più fondamentale e più semplice, mediante la quale si esprime la fede cristiana, quando dà a Cristo il nome di Salvatore del mondo, Salvator mundi.
Da Umanesimo integrale , tr.it. Borla, Torino 1977, pp. 145-6.