la rivoluzione francese

Introduzione

La Rivoluzione Francese è stata anzitutto ed essenzialmente un tentativo di democratizzazione della vita politica francese (abbattimento dell'assolutismo e partecipazione popolare alla gestione del potere), e parallelamente un avvicendamento, brusco, di alcune classi sociali (la borghesia) ad altre (la nobiltà e il clero).

un tragico malinteso

La Rivoluzione Francese è stata tuttavia anche, in alcune sue componenti, un primo, tentativo di sostituire il Cristianesimo come riferimento culturale della vita pubblica, con una nuova visione totalizzante della realtà, che poneva al centro una soggettività umana concepita in termini di antropocentrismo e di razionalismo.

Purtroppo, certo, anche per qualche colpa della Chiesa, si è verificata tale tragica incomprensione, per cui alcune componenti rivoluzionarie hanno creduto che fosse possibile attuare libertà ed eguaglianza solo scardinando del tutto la tradizione, anche cristiana, e hanno perciò cercato di elaborare e imporre una nuova concezione della realtà, di tipo totalizzante, attivando al contempo la prima grande ondata persecutoria anticristiana dai tempi di Diocleziano.

cause

la Bastiglia

l'assalto alla Bastiglia, un simbolo della Rivoluzione

cause remote

La civiltà europea, in particolare quella occidentale, aveva visto un progressivo affermarsi, e tendenzialmente, prevalere di una impostazione razionalistica, debitrice tra gli altri a filosofi come Cartesio e Hume, secondo cui possiamo ritenere come reale solo ciò che è pienamente comprensibile dalla nostra ragione. L'esito di tale impostazione non poteva che essere quello di una avversione verso ciò che eccede la misura della ragione, come la tradizione cristiana e i valori gerarchico-comunitari dalla vita pubblica. L'illuminismo, pur avendo in sé componenti diverse, si veda al riguardo la nostra pagina sull'illuminismonon necessariamente anticristiane, vide in Francia prevalere la componente razionalistica antireligiosa.

Una possibile causa di tale prevalenza potrebbe essere il fatto che la Francia fu uno dei pochi paesi dell'Europa più progredita a non conoscere una forma di dispotismo illuminatosi tratta di un tipo di regime la cui forma rimane assolutistica, in quanto il sovrano non è vincolato da obblighi nei confronti di un Parlamento e in genere della volontà popolare, ma i cui contenuti andavano nel senso di una innovazione modernizzatrice, tendente a ridimensionare il potere dei ceti privilegiati, ossia la nobiltà e il clero, pur ospitando i fermenti più spinti della cultura illuministica (da Voltaire a Diderot, da Rousseau a D'Holbach, da Montesquieu a D'Alembert). Si creò così una situazione in Francia di forte divaricazione tra un pensiero, molto spinto, e una realtà politica arretrata. La Francia infatti, che pur era epicentro di un Illuminismo particolarmente vivace, conobbe, nei decenni precedenti la Rivoluzione, un regime politico tra i più distanti da tale cultura. Con categorie storicistiche qualcuno direbbe: la Francia era la più progredita dal punto di vista culturale, e la più arretrata dal punto di vista politico.

In tal senso il regime politico francese era ormai una anomalia nel contesto europeo, in cui le istanze dell'individualismo borghese trovavano sempre più spazio politico col dispotismo illuminato. Mancava d'altra parte una cultura che giustificasse i valori gerarchico-comunitari su cui si basava l'Ancien Régime: in particolare gran parte della comunità cristiana era arroccata su posizioni moralistico-naturalistiche e clericali, che poco aiutavano a farne apprezzare i valori.

Non mancavano anche cause socio-economiche, ma non nel senso che vi fosse in Francia una situazione di particolare ingiustizia sociale, con un “popolo” sfruttato al punto tale da non avere altra prospettiva di quella di un rovesciamento violento del regime. E infatti la tesi della rivoluzione, figlia della povertà è da tempo superata (si vedano alcuni dati e grafici in proposito). Fu piuttosto nella borghesia che si trovò la spinta maggiore a intraprendere una rivoluzione, anche se poi gli interessi borghesi nella fase “estremista” della Rivoluzione dovettero fare i conti con quelli “popolari”. Lo stesso Marx parlava della Rivoluzione francese come di una rivoluzione (essenzialmente) borghese.

cause prossime

Vi era comunque in Francia una situazione di difficoltà economica e finanziaria:

L'economia, pur in crescita sui tempi lunghi, subiva sul breve periodo una situazione di crisi:

  • ci fu un pessimo raccolto nel 1788,
  • con un aumento del prezzo del pane (50% annuo: si verificano tumulti contro il carovita),
  • e una crescita della disoccupazione,

e le finanze statali erano in deficit. Comunemente si vedono le cause di tale deficit

  • il mancato introito per i privilegi di nobiltà e clero, che erano sostanzialmente esenti dal pagamento delle imposte,
  • e nelle spese di corte, incluse le ingenti spese che la Francia sostenne per appoggiare la rivoluzione americana.

Di fatto, nel 1788, il bilancio prevedeva entrate per 505 milioni e uscite per 630. Il Re tentò invano di attuare delle riforme, valendosi della collaborazione del Turgot prima, del Necker (nel 1781 e nel 1788), del Calonne e di Loménie de Brienne poi: fu la miope opposizione di influenti settori dei ceti cosiddetti privilegiati a bloccare i tentativi di tali ministri.

Anche per questo il Re, al momento della convocazione degli Stati Generali, pensava alla nobiltà e al clero come a delle controparti, piuttosto che come a degli alleati, il che spiega la sua scelta di raddoppiare il numero dei rappresentanti del Terzo Stato.

tappe principali

La Rivoluzione Francese conobbe tre fasi principali:

  tratti generali periodo organi istituzionali
iniziale (tendenzialmente) legalitaria e (più) moderata: sembra riuscire un compromesso tra il Re e la rivoluzione dall'estate del 1789 all'estate 1792 Stati Generali
Assemblea Costituente
Assemblea Legislativa
centrale estremista: il potere è in mano ai Montagnardi, che dominano col Terrore dal 10 agosto 1792 al 27 luglio 1794 Convenzione Nazionale
finale nuovamente moderata: il potere passa ai "termidoriani" dal 27 luglio 1794 fino al 9 novembre 1799 (colpo di stato di Napoleone) Direttorio

la fase iniziale

Una fase iniziale (dall'estate del 1789 all'estate 1792), parzialmente legalitaria, in cui sembrò attuarsi un compromesso tra le istanze di cambiamento e la monarchia. Venne approvata una nuova Costituzione, che prevedeva una monarchia parlamentare, e per qualche tempo parve che la situazione potesse stabilizzarsi. Ma le richieste rivoluzionarie non si fermavano mai, e andavano prendendo una piega sempre più corrosivamente anticristiana: a questo punto il Re rompe, sostanzialmente, benché mai formalmente, col processo innovativo, che diviene così esplicitamente rivoluzionario.

vedi in dettaglio
fase (semi-)legalitaria
In questa fase iniziale sembra riuscire un compromesso tra il Re e la rivoluzione;
organismi: gli Stati generali, trasformati poi in Assemblea Costituente, e poi l'Assemblea Legislativa
dall'estate del 1789 all'estate 1792.

1789

marzo

elezioni per gli Stati Generali si tratta di un organismo già previsto dagli ordinamenti della monarchia, ma da moltissimo tempo non più di fatto convocato; era formato da rappresentanti dei tre Ordini, nobilità, clero e terzo stato.. Il Re raddopia la rappresentanza del tutti coloro che non appartenevano né alla nobiltà né al cleroTerzo Stato, pensando che il punto fosse far accettare ai la nobiltà e il cleroceti privilegiati il pagamento di imposte, così da risolvere il grave problema del defincit delle finanza statali.

5 maggio

seduta inaugurale degli Stati Generali; si pone subito il problema del voto (per testa o per ordine).

Si trattava di decidere se votare per ordine, come era accaduto in passato, oppure per testa (cioè rappresentante per rappresentante). Votando per ordine i “ceti privilegiati” sarebbero stati avvantaggiati, avendo una maggioranza (due contro uno) assicurata, mentre votando per testa il Terzo Stato avrebbe avuto la maggioranza, non solo perché qualche nobile e qualche ecclesiastico avrebbe votato con lui, ma anche per la composizione dell'assemblea

  • la nobiltà 270 rappresentanti, di cui 1/3 liberali
  • il clero: 291 rappresentanti
  • il terzo stato: 578 rappresentanti (di cui almeno 200 avvocati, 80/100 commercianti, mercanti e finanzieri, 50 proprietari terrieri, una 30 uomini di scienza, tra cui molti medici)

Ma il Terzo stato non riesce a ottenere subito di votare per testa e a questo punto, separatosi dal resto dell'assemblea, si proclama prima Assemblea dei Comuni (6 maggio), a imitazione dell'Inghilterra; poi, proclamatosi Assemblea Nazionale (17 giugno), giura di non sciogliersi fino alla elaborazione di una Costituzione (giuramento della Pallacorda, dove erano stati costretti a ritrovarsi per la chiusura da parte del Re della loro sede: 20 giugno)

27 giugno

il Re invita clero e nobilità ad unirsi al Terzo Stato, accettando il voto per testa

9 luglio

gli Stati Generali diventano Assemblea Nazionale Costituente, incaricata di decidere il nuovo assetto della Francia

14 luglio

presa della Bastiglia

fortezza ritenuta, a torto del resto, simbolo del potere assolutista, ma dove erano rinchiusi solo 7 detenuti, e non politici (4 falsari, due matti e un maniaco sessuale), e dove gli "strumenti di tortura" erano in realtà oggetti da museo o di uso quotidiano );
il governatore della Bastiglia fu massacrato a tradimento, e decapitato da un garzone di macellaio (che "sapeva lavorare le carni"): la sua testa, ficcata su una picca, come quella del sindaco di Parigi, venne portata in processione.

17 luglio

il Re riconosce il Comune di Parigi come nuova entità istituzionale

fine luglio

assalti ai castelli e incendio dei documenti degli archivi

4 agosto

abolizione del regime feudale

26 agosto

Dichiarazione dei Diritti dell'Uomo e del Cittadino

5 ottobre

il Re e la famiglia costretti a trasferirsi da Versailles a Parigi (in tale occasione viene anche umiliantemente una stampa satirica lo ritrae così: Luigi XVI umiliatocostretto a indossare il berretto frigio, simbolo della Rivoluzione e a brindare alla Rivoluzione)

novembre

confisca dei beni ecclesiastici

dicembre

parità di diritti ai protestanti

1790

14 luglio

dipinto dell'epoca con panorama della Festa della Federazione in ricordo della presa della Bastiglia si celebra una Festa della Federazione, cui partecipa il Re, in un clima di unanimità più apparente che reale.

luglio

Costituzione Civile del Clero: i sacerdoti e i vescovi vengono totalmente inquadrati nello Stato e costretti a giurare fedeltà ad esso più che alla Chiesa universale

1791

tra il 90 e il 91

la Costituente vara una serie di provvedimenti che riformano profondamente la struttura amministrativa della Francia, tra l'altro suddividendola in 83 dipartimenti.

14 giugno

Legge Le Chapelier: sciolte le corporazioni e vietati gli scioperi Si tratta si scelte filocapitalistiche: vengono sciolte le corporazioni e le società di mutuo soccorso, basate su valori comunitari, estranei e nocivi all'individualismo capitalistico, e il diritto di sciopero viene negato, alla faccia del “popolo” tanto decantato a parole;
Vengono anche aboliti i residui dazi interni, per favorire al massimo il commercio.

20-21 giugno

tentata fuga del Re: scoperto e fermato a Varennes

3 settembre

approvata la nuova Costituzione

La Francia diviene una monarchia costituzionale, ed attua il principio delle divisione dei tre poteri:

  • il Re è ”dei francesi”, rappresentante della Nazione, da cui emana la sovranità (superamento del diritto divino), e a cui presta giuramento di fedeltà; esercita il potere esecutivo, nominando i ministri che sono responsabili solo di fronte a lui, ed ha diritto di veto sulle leggi approvate dal Parlamento, ma solo una volta (per legge);
  • il potere legislativo è affidato a una sola Camera (monocameralismo), l'Assemblea Legislativa, di 745 membri , eletti su base censitaria, per soli due anni;
    i cittadini vennero divisi in attivi (con maggiori diritti, pagavano una certa imposta annua; erano circa 4 milioni, a loro volta distinti in eleggibili o no) e passivi (circa 3 milioni);
  • il potere giudiziario è affidato a magistrati eletti dal popolo;

Vi sono elementi di squilibrio, che spiegano perché le cose non si assestarono: il monocameralismo e la brevità del mandato elettorale erano destinati a innescare un clima di irrequieta e inconcludente frenesia, e la scelta di statalizzare il clero apriva una profonda ferita nella coscienza di molti francesi.

Per maggiori dettagli si veda un'ampia scelta di brani di tale Costituzione del '91

1 ottobre

si riunisce per la prima volta la Assemblea Legislativa, il Parlamento previsto dalla Costituzione

1792

20 aprile

dichiarazione di guerra all'Austria
voluta
  • dal Re, che sperava in una sconfitta della Francia rivoluzionaria, che gli avrebbe ridato il potere assoluto,
  • dai girondini, che speravano al contrario che una vittoria della Francia avrebbe definitivamente consolidato i risultati già raggiunti

Paradossalmente ad avversare la guerra, temendo una sconfitta francese, furono gli unici che ne avrebbero tratto vantaggio, i giacobini. Essi temevano che la guerra avrebbe travolto la Rivoluzione, per le debolezza dell'esercito francese di fronte alle potenti nazioni assolutistiche, interessate, come ben sapeva il Re, a soffocare un pericoloso contagio.

la fase estremistica

La fase centrale è estremistica (dal 10 agosto 1792 al 27 luglio 1794). Il fatto scatenante fu la guerra, ingenuamente voluta dal Re e dai girondini, contro vari Stati europei coalizzati per abbattere il nuovo regime: la situazione di emergenza così creatasi legittimò gravi restrizioni dei diritti umani: in particolare gli oppositori (reali o presunti) vennero eliminati in proporzioni inaudite, mentre la Francia precipitava nel caos.

vedi in dettaglio
fase estremista

primavera/estate

le truppe francesi, guidate dai nobili, interessati - come il Re - a far vincere gli austro-prussiani che avrebbero riportato l'assolutismo, subiscono una serie di rovesci militari tali da far temere il peggio per la Rivoluzione.

estate

mobilitazione popolare: a Parigi si organizzano i sanculotti, così chiamati dalla foggia dei pantaloni, che finivano alla caviglia e non poco sotto il ginocchio, come quelli aristocratici, detti appunti culottes, e in provincia i federati si mobilitano convergendo in massa per difendere la Rivoluzione minacciata. Viene composta la Marsigliese, composta da Rouget de l'Isle per l'armata del Reno, venne cantata per la prima volta dalla colonna dei marsigliesi, particolarmente combattivi.
Puoi ascoltarla in formato mid o in formato mp3.

10 agosto

la folla invade la residenza parigina del Re, le Tuileries, dove il Re era difeso solo da mercenari svizzeri e da nobili; in un primo tempo la folla venne fermata a fucilate (376 tra morti e feriti), poi il Re diede ordine di cessare il fuoco, e lo fa prigioniero.

l'Assemblea Legislativa lo sospende dalle sue funzioni, e il Comune di Parigi ne cura la custodia carceraria. Vengono indette nuove elezioni a suffragio universale.

settembre

si insedia un nuovo parlamento (le cui funzioni non vengono precisate), la Convenzione Nazionale: lo potevano votare teoricamente 7 milioni di francesi (suffragio universale), di fatto solo il 10% di loro andò a votare. Questo potrebbe spiegarsi con una sfiducia verso la lealtà democratica dei rivoluzionari, o comunque verso le nuove istituzioni.

2-6 settembre

massacri di presunti controrivoluzionari nelle prigioni: 1400 circa vengono trucidati senza alcuna possibilità di difendersi.

20 settembre

vittoria francese a Valmy sugli austro-prussiani

21 settembre

La Convenzione, forte della vittoria di Valmy, rompe gli indugi e abolisce la monarchia, proclamando la Repubblica.

9 novembre

vittoria di Jemappes

10 dic '92/ 20 gen '93

Processo a Luigi XVI: il Re non contesta, a differenza di quanto aveva fatto Carlo I Stuart, la legalità del suo processo, ma si difende nel merito, negando di aver tradito la Francia; ma questo è ciò di cui viene invece accusato per aver cercato l'aiuto delle nazioni monarchiche straniere così da rovesciare i risultati della Rivoluzione, il che sarebbe stato provato in modo inequivocabile dal suo tentativo di fuga.

Alla conclusione del processo sia i girondini sia i montagnardi concordano nel ritenere il Re colpevole di tradimento della nazione, tuttavia divergenze si creano sul tipo di condanna: la pena capitale infatti passa con una maggioranza non molto ampia, 387 voti contro 334.

1793

gennaio/marzo

vittorie delle armate francesi e avanzata in Savoia, Belgio e Renania: l'idea è di esportare la rivoluzione in altri paesi

20 gennaio

il Re viene condannato a morte

21 gennaio

il Re, Luigi XVI, viene decapitato esecuzione del Re

18 marzo

sconfitta francese a Neerwinden: la Francia ora, dopo la decapitazione del Re, ha contro non solo Austria e Prussia, ma anche Olanda, Inghilterra, Spagna e molti altri stati, preoccupati dell'espansionismo rivoluzionario.

marzo

insurrezione della Vandea e di altre regioni contro il governo rivoluzionario, ritenuto nemico della fede

6 aprile

istituzione del Comitato di Salute Pubblica: si va verso un regime illiberale

2 giugno

una folla di sanculotti parigini costringe la Convenzione a liquidare i girondini, ultimo baluardo moderato, e a dare tutto il potere ai Montagnardi: è il Terrore

24 giugno

Dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadino.

24 giugno

Costituzione dell'anno I: non entrò peraltro mai in vigore, prevedeva

  • il suffragio universale
  • il diritto al lavoro e all'assistenza
  • come pure il diritto a resistere alla tirannide

Si veda il testo

17 settembre

legge dei sospetti, in base alla quale saranno arrestati e in gran parte ghigliottinati mezzo milione di francesi, senza regolare processo

5 ottobre

calendario repubblicano

1794

10 giugno

intensificazione del Terrore: è il “Grande Terrore”

26 giugno

vittoria francese a Fleurus

la fase termidoriana

Infine abbiamo una fase finale, di (relativa) maggior moderazione (dal 27 luglio 1794 fino al 9 novembre 1799). In effetti la precedente situazione di continua insicurezza per la propria vita, un vero e proprio inferno sulla terra, non poteva a lungo essere sopportata e perciò, non appena la minaccia esterna delle potenze europee coalizzate venne meno, il regime dei giacobini fu rovesciato e si instaurò un nuovo regime, più moderato ma pur sempre repubblicano e anticristiano, espressione sociale soprattutto degli strati più alti della borghesia francese. Da notare che questa stessa ultima tappa della Rivoluzione, pur più moderata del periodo giacobino, non riuscì a stabilizzare la situazione: per anni, sotto i termidoriani prima e Napoleone poi, la Francia rimase in guerra.

vedi in dettaglio
fase termidoriana

27 luglio (9 termidoro)

Proprio la vittoria di Fleurus mette ormai al sicuro la Francia rivoluzionaria da attacchi esterni, e quindi viene meno un importante motivo di fare quadrato attorno al governo giacobino. In questo contesto, anche per la stanchezza verso il regime del terrore, Robespierre è messo sotto accusa, e il giorno dopo ghigliottinato: è la fine del Terrore

1795

aprile-maggio

repressione di rivolte dei sanculotti

aprile-luglio

trattati di pace con Prussia e Olanda

 

Costituzione dell'anno III

la rivoluzione e la Chiesa

La Rivoluzione è stata un fenomeno per molti aspetti anticristiano. Da un lato non si può negare che il clero francese nell'Ancien Régime fosse molto legato a un sistema di potere per molti aspetti ingiusto, e avesse un atteggiamento spesso più clericale che cristiano, tuttavia la Rivoluzione usò un trattamento davvero duro con la Chiesa.

  • Non si è infatti limitata a togliere dei privilegi (giuridici) di cui il Clero godeva, ciò che si sarebbe ancora potuto chiamare separazione della Chiesa dallo Stato; ma ha sottomesso la Chiesa allo Stato, come se essa fosse una sua sezione, un suo apparato, rendendo il clero una categoria di funzionari statali.
  • In effettivi fu furono ingerenze della vita interna alla Chiesa, ad esempio la soppressione di alcuni ordini religiosi, e la richiesta un giuramento di fedeltà allo Stato.
  • Durante la Rivoluzione vennero del resto distrutte Chiese e conventi, molti dei quali, come la Cattedrale di Cluny, erano vere e proprie opere di altissimo interesse artistico, e non mancarono profanazioni di reliquie e oggetti sacri ai credenti.
  • Avvenne anche che molti sacerdoti, suore, religiosi e semplici fedeli vennero fatti oggetto di sospetti e vessazioni, anche in assenza di esplicite azioni politiche antirivoluzionarie: si possono vedere al riguardo l'opera letteraria i puoi acquistarlo su AmazonDialoghi delle carmelitane di Bernanos.
  • Per maggiori dettagli si può vedere la pagina su la Rivoluzione e la Chiesa.

angelo con la falce per un giudizio

a) è lecita una rivoluzione?

Possiamo ricordare che un grande pensatore come Tommaso d'Aquino non nega, in linea di principio, che una rivoluzione possa essere giusta, se

  • a)il regime da rovesciare è effettivamente e gravemente oppressivo
  • b)vi sono ragionevoli probabilità che
    • la rivoluzione riesca
    • e provochi una quantità di morti e di violenze nettamente minore di quanto non avverrebbe lasciando indisturbata la tirannide.

b) era giusta quella rivoluzione?


da un lato

croce vandeana

la Vandea contro la Rivoluzione in nome della fede.

  1. da un punto di vista culturale tra le teorie politiche che ispirarono la Rivoluzione Francese vi fu anche un illuminismo anticristiano, e un progetto di riplasmazione radicale della società e dell'uomo basato su valori anticristiani di antropocentrismo e di razionalismo.
  2. da un punto di vista sociale il blocco sociale che per diversi momenti la egemonizzò fu animato non solo da nobili ideali, ma anche da interessi egoistici.
  3. Inoltre uno dei maggiori limiti della Rivoluzione fu la presenza in essa di fenomeni violenti, come l'uso massiccio della ghigliottina e di esecuzioni sommarie (la Chiesa stessa vi conobbe la prima PERSECUZIONE dal 313)

d'altro lato

  1. il Cristianesimo non preferisce la monarchia alla repubblica (vi è indifferente: dipende da caso a caso, tant'è che nel Basso Medioevo fioriscono le democrazie comunali);
  2. e infatti l'Ancien Régime non si era certo dimostrato come propizio al Cristianesimo (lo era molto meno del medioevo): si pensi al gallicanesimo di Luigi XIV, col suo tentativo di assoggettare la Chiesa allo stato. L'assolutismo era nato in contrapposizione alla tradizione cristiana, che privilegiava le autonomie regionali e una maggior distribuzione del potere.
  3. Esistevano oggettive ingiustizie sociali (per quanto non economicamente maggiori di quelle esistenti oggi, nelle società capitalistiche. Oggi nel mondo il 20% della popolazione dispone dell'80% della ricchezza; ad esempio in Venezuela il 90% della ricchezza è nelle mani dell'8% della popolazione; si vedano i grafici comparativi);
  4. esisteva una arretratezza di rappresentatività politica (però va detto che la democrazia può funzionare se ve ne sono le condizioni: o in uno stato piccolo, o in presenza di informazione e di istruzione).

equivoci possibili

Le parole chiave della Rivoluzione, il celebre trinomio liberté, égalité, fraternité, non sono esenti da una possibile interpretazione riduttiva:

  • la libertà (liberté), espressa nella formula di “poter fare tutto ciò, che non nuoce ad altri”, non limitandone la libertà, è un valore in sé positivo, a patto però di non essere inteso nel senso di rottura di legami; in un senso cioè anticomunitario e antisolidaristico;
  • l'eguaglianza (égalité) è pure un valore in sé assolutamente positivo, e di origina cristiana, ma talora ha corso il rischio di essere inteso in senso astrattamente formale, senza considerane le concrete condizioni di esercizio. È vero che la natura umana è identica in tutti gli individui: ma se ci si ferma a un piano naturale, naturalisticamente inteso, i più forti prevalgono sui deboli e li sopraffanno. Di fatto, in seguito al peccato originale, è solo un principio superiore alla natura, cioè la carità, che consente di vedere gli altri come fratelli, come appartenenti a un medesimo Corpo.
  • la fraternità (fraternité), è un valore positivo, e di origine cristiana, anche se esso pure ha corso il rischio, specie nel periodo di prevalenza giacobina, di essere affermato come acritico accodamento a una collettività, che azzera la persona, il suo senso critico e la sua coscienza.

filmsfilmografìa

Il miglior film sulla Rivoluzione francese è ancora il Danton di A.Wajda, che rappresenta la differenza tra il rivoluzionario “dal volto umano”, Danton (impersonato da depardieu interpreta DantonDepardieu), da quello astratto e inflessibile: Robespierre.

librotesti

interpretazioni

si veda la pagina sulle interpretazioni della Rivoluzione

Bibliografia essenziale

AA.VV., Dizionario critico della Rivoluzione Francese, tr. it Bompiani, MI 1988 (un'opera scritta dai maggiori storici della Rivoluzione, ampia, chiara e autorevole)

Jacques Godechot, Le grandi correnti della storiografia della Rivoluzione francese

Pierre Chaunu, La Révolution declassée , 1989

Pierre Chaunu, Le livre noir de la Révolution française, 2008

François Furet, L'eredità della Rivoluzione, tr. it. Laterza Bari 1989

testi on-line

in generale

approfondimenti

  • la aristocrazia francese: davvero così diversa dalla borghesia? Un saggio di David Bien, dal Dizionario Critico della Rivoluzione francese.

i documenti ufficiali della Rivoluzione

aspetti negativi della Rivoluzione


Si veda al nostro sito Cara Beltà, la sezione musica, pagina files MIDI, inni nazionali, per la Marsigliese.

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