la caccia alle streghe

Tra il 1540 e il 1700 in Europa (...) i tribunali ecclesiastici (...) misero al rogo meno di 100 persone.

(da una recentissima ricerca approfondita)

Nota bene

Quello che diciamo qui di seguito non è un discorso completo sul tema della caccia alle streghe, ma la proposta di alcune riflessioni per un giudizio su tale argomento.

il quadro essenziale

La caccia alle streghe non si colloca nel Medioevo, pur spesso visto come età di superstizione e di barbarie, ma in epoca moderna (essenzialmente nel '500, '600 e in parte '700), età che vede un progressivo allontanamento di buona parte dell'umanità occidentale dalla fede cristiana.

L'entità del fenomeno poi va ricondotta a limiti anche spaziali, cronologici e numerici, che ne fanno un fenomeno di rilevanza minore rispetto ad altri fenomeni di sterminio collettivo: pare infatti si tratti di cifre nell'ordine di migliaia di vittime, molto meno dei 200 e oltre milioni di si può vedere al riguardo il Libro nero del comunismovittime del comunismo, o dei 50 milioni di morti provocati dalle due guerre mondiali, nel '900.

Rimane il fatto che si sono prodotti fenomeni di orribile isteria collettiva, di cui abbiamo una bella rappresentazione cinematografica nel film una scena del film
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La seduzione del male (The Crucible)
, dove chiunque osasse dubitare della realtà delle accuse a una presunta strega diventava immediatamente un suo complice.

un nodo interpretativo: le cause del fenomeno

Ci sono state perciò sicuramente ingiustizie ed errori tragici in tale vicenda: già il fatto di essere condannata al rogo senza aver causato alcun danno documentabile ad altri, è una grave ingiustizia, ma il fatto che ad essere condannate potessero essere donne che nulla avevano a che fare con pratiche di stregoneria è ancora più grave, come lo è l'uso della tortura. In effetti già da allora si erano levate voci, ad esempio tra i gesuiti, contro l'uso della tortura per estorcere confessioni.

Occorre allora chiedersi quali cause abbia avuto questo fenomeno.

ipotesi poco convincenti

repressione del dissenso politico-religioso

Ci sono storici che sostengono che la caccia alle streghe sarebbe stata un fenomeno strumentale al potere, religioso o politico, volto ad eliminare le dissidenze (rispettivamente pagano-ereticali o politico-sociali).

Tale tesi non convince appieno, in quanto:

repressione del ruolo femminile

Il pensiero femminista (in Italia si può ricordare il libro di L.Muraro, una delle più importanti pensatrici femministe di casa nostra, La signora del gioco) propone come spiegazione della "caccia alle streghe" una volontà maschilista di mantenere il potere, impedendo una ascesa sociale delle donne. Citiamo da un sito femminista:

«La 'ragione maschile' volle reprimere un fenomeno che rasentava i terreni del potere femminile: la ginocrazia temuta fino dai tempi di Aristotele. E' riconoscibile attraverso Bodin un'epoca ostile verso un eventuale potere, sia della donna-regina che della donna-strega.»

Questa tesi, se ha il pregio di non incorrere nella obiezione sopra esposta sul perché fossero prese di mira delle donne, nel caso in cui il problema fosse stato la repressione di generiche dissidenze politiche o religiose, non appare comunque convincente. Per la ragione molto semplice che non si vede quale fosse il potere (la ginocrazia) che le donne “rischiavano” di acquistare in quell'epoca, un'epoca saldamente “maschilista”.

Sembra anzi che fosse maggiore il prestigio goduto dalle donne nel Medioevo, diversamente da quanto molti pensano riguardo a una pretesa misoginia cristiana, quando in realtà il Cristianesimo ha valorizzato la donna, più di molte altre “culture”. Comunque è probabile che la stima verso la femminilità fosse non in ascesa, ma in diminuzione, con l'inizio dell'epoca moderna, per cui non si vede quale "minaccia" potesse costituire "la donna" per il "potere maschilista".

spiegazioni incomplete

Viene anche detto che il fenomeno della caccia alle streghe sarebbe da connettersi al clima arroventato delle lotte confessionali innescate dalla Riforma: al riguardo il film la Regina Margot rende in modo molto efficace il clima di torbida e convulsa intolleranza.

E questa è certamente una componente reale: in quel contesto, di lotta senza quartiere per motivi religiosi, si verificava una facilità al sospetto, che costituiva probabilmente un "brodo di coltura" propizio a fenomeni di psicosi collettiva.

Questa può essere una componente, ma non appare una spiegazione esauriente del fenomeno, che colpiva non genericamente (persone qualsiasi, casualmente), ma in modo decisamente mirato (certe donne, accusate di ben precise e circoscritte pratiche, e a cui viceversa non interessava affatto discutere di dogmi e di dottrine teologiche).

possibilità stranamente inesplorate

il diavolo, probabilmente...

Una completa analisi del fenomeno dovrebbe prendere in considerazione che presso la popolazione stessa si fosse prodotta una considerazione fortemente negativa della stregoneria, forse a partire dalla ripetuta constatazione di una concomitanza tra pratiche magico-occultistiche, riferibili a vario titolo a forme di satanismo, e fenomeni criminosi, in particolare omicidi, magari con tratti di raccapricciante efferatezza.

La storia dei nostri giorni lo dice: dove c'è satanismo, lì, prima o poi, si verificano omicidi efferati: si pensi all'assassinio di suor Maria Laura a Chiavenna (le sue assassine erano delle sataniste), o si pensi al mostro di Firenze, che pare abbia agito "su commissione" di una setta satanica. Per limitarci agli anni '90 del XX secolo.

Ora, è un fatto che nel '500 il numero di persone che si dedicavano a pratiche magiche conobbe un vertiginoso aumento, dentro il contesto di una secolarizzazione crescente e di una volontà di dominio, a tutti costi, sul mondo terreno (si pensi al personaggio di Faust: il patto col diavolo, funzionale al potere terreno).

Ora, ci saranno stati anche moltissimi che erano semplicemente degli ingenui, o degli allucinati e pazzi. Ma forse ci sarà pure stato qualcuno in mala fede. E, si creda o meno che il diavolo esista, la volontà di avere un potere divino non è inverosimile abbia spinto gente che aveva (o millantava) rapporti con Satana, a uccidere senza troppi scrupoli chi si ponesse sulla propria strada al potere e al piacere.

Ingenerando così nel “popolo” l'idea che dovunque c'era gente che esaltava Satana e una volontà di dominio totale sulle cose, lì c'era anche assenza di scrupoli etici e quindi pericolo per l'incolumità della gente semplice. E lì, piuttosto che in un improbabile interesse della Chiesa ad alimentare psicosi collettive, sta probabilmente una causa, forse non l'unica, ma probabilmente la principale, della "caccia alle streghe".

angelo con la falce per un giudizio

Un sistema come quello che portò alla tortura e alla uccisione di tante persone (tra cui di certo molti innocenti) non può che essere condannato.

Rimane il problema: esiste il diavolo? E' o no nemico dell'uomo, fino al punto da volerne la morte anche fisica? Esistono esseri umani che ne favoriscono volontariamente i disegni, non indietreggiando davanti ai peggiori delitti?

Le cronache anche giudiziarie dei nostri tempi parlano chiaro: non provano scientificamente che esista il diavolo, certo, ma dicono che gente che crede e dice di essere sua seguace, opera delle iniquità orribili.

La risposta giusta che chi è credente può dare non è certo quella di uccidere chi adora Satana, ma di affidarsi totalmente a Colui che, sulla Croce, ha sconfitto il Nemico di Dio e dell'uomo.

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