- la pronuncia del nome
- Se ci si rifà alla pronuncia greca è Eràclito [da Heràkleitos], se ci si rifà a quella latina è Eraclìto [da Heraclìtus]. Solitamente si usa ed è consigliabile la pronuncia greca. Però nessuna delle due forme è scorretta.
personalità
Di Efeso, visse tra il VI e il V secolo. Di carattere aristocratico e sdegnoso, non ebbe maestri e scrisse con stile originale e oscuro, per poter essere capito solo da chi avesse un adeguato livello intellettuale e culturale.
pensiero
- Ciò che più di tutto colpisce Eraclito è il divenire: la realtà è strutturalmente, intrinsecamente mutevole; tutto cambia (panta rei) e sotto ogni aspetto. La realtà è divenire, è il divenire, il mutare.
- il divenire è possibile perché esistono i contrari (luce/tenebra, caldo/freddo, etc.), infatti il divenire implica un passaggio da un termine a un altro; tra l'altro si può capire una certa cosa se se ne capisce il contrario: si conosce davvere la salute quando si è sperimentata la malattia, la ricchezza se si conosce lla povertà;
- esiste dunque un contrasto, una lotta, una guerra: la guerra tra contrari è positiva, genera tutto (πολεμος παντων πατερ);
- tuttavia questa guerra non è senza un ordine, senza una armonia: vi è un Logos che regola il contrasto, vi è una misura, un equilibrio razionale.
- Dio, il Logos è unità e armonia di opposti; per questo il suo simbolo è il fuoco, che Eraclito sostiene essere principio, arché di tutto, come realtà che più ogni altra cambia continuamente. Il Logos-fuoco permea di sè tutte le cose.
- L'anima umana venne da lui ritenuta come partecipe del Logos (per cui, per esempio, associò la dissennatezza con "l'inumidirsi" dell'anima, il suo allontanarsi dal Fuoco). In alcuni frammenti parlò anche di "profondità" dell'anima (più per influsso orfico, che per coerenza col suo sistema), e ritenne che la felicità non consiste nei piaceri del corpo.
- in ambito gnoseologico secondo Platone e Aristotele avrebbe privilegiato si sensi, come unica conoscenza valida; ma non tutti i suoi studiosi ritengono esatta questa interpretazione (ad esempio per Mazzantini a fondamento della conoscenza valida in Eraclito sta il Logos, che è principio razionale).
per un giudizio
|
|
testi
testi di Eraclito
DIELS - KRANZ, Frammenti dei presocratici:
D - K 60: «La via in su e la via in giù sono una e la medesima»
D - K 74: «Non bisogna comportarsi come figli dei padri»
D - K 7: «Se le cose si mutassero in fumo a distinguerle basterebbe l'olfatto»
D - K 41: «Una è la sapienza: conoscere la mente che per il mare del tutto ha segnato la rotta del tutto»
D - K 1: «Non intendono gli uomini questo Logos che è sempre né
prima di udirlo né quando una volta lo hanno udito, e per
quanto le cose si producano tutte seguendo questo Logos
è come se non ne avessero alcuna esperienza, essi che di
parole e di opere fanno pure esperienza, identiche a quelle
che io espongo distinguendo secondo la sua natura ogni
cosa e mostrando come è: ma agli uomini sfugge quello che
fanno da svegli e di quanto fanno dormendo non hanno il
ricordo»
D - K 62: «Immortali mortali, mortali immortali: viventi la morte di
quelli, morenti la vita di questi»
D - K 88: «La stessa cosa sono il vivo e il morto, il desto e il dormiente,
il giovane e il vecchio: questi mutando trapassano in quelli
e quelli ritornano a questi»
D - K 21: «Morte è quanto vediamo da svegli; sogno è quanto vediamo
dormendo»
D - K 51: «Non intendono come da sé discordando seco stesso concordi»
D - K 8: «Ciò che contrasta concorre e da elementi che discordano si ha la più bella armonia»
D - K 51 B: «Armonia che da un estremo ritorna all'altro estremo com'è
nell'arco e nella lira»
D - K 48: «L'arco (bíos) ha dunque per nome vita (bíos) e per opera morte»
D - K 49 A : «Nello stesso fiume entriamo e non entriamo, siamo e non siamo»
D - K 12 : «Il fiume in cui entrano è lo stesso, ma sempre altre sono le
acque che scorrono verso di loro: e anche le anime sono
evaporazioni delle acque»
D - K 36 : «Morte delle anime è diventare acqua, morte dell'acqua
diventare terra: ed è dalla terra che si fa l'acqua e
dall'acqua l'anima»
D - K 117 : «Uomo ubriaco un fanciullo lo guida: il piede gli vacilla e non
sa dove mettere il passo: egli ha umida l'anima»
D - K 118 : «L'anima secca è di tutte la migliore e più saggia»
D - K 53 : «Il conflitto (Pólemos) è il padre e re di tutte le cose: gli uni
rivela come déi, gli altri come uomini; gli uni fa schiavi, gli
altri liberi»
D - K 80 : «Bisogna sapere che la guerra è presente in tutte le cose, che
la giustizia è conflitto e che tutto accade necessariamente
come frutto di una lotta»
